17 luglio 2019

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03.06.2019

Chievo, una panca per pochi Dionisi minaccia Marcolini

Michele Marcolini, cinque anni da giocatore al Chievo Alessio DionisiMauro Zironelli
Michele Marcolini, cinque anni da giocatore al Chievo Alessio DionisiMauro Zironelli

Il cerchio si stringe. Anche i tempi si assottigliano. Il Chievo vuole avere il nuovo allenatore entro la fine della settimana, senza rimandare oltre. Il conto alla rovescia non ammette altre proroghe. E la lista dei potenziali successori di Mimmo Di Carlo, a Vicenza per i prossimi tre anni, s’è ridotta sensibilmente. Senza Italiano, senza Longo, senza Nesta. Tutti visionati ma scartati strada facendo. L’ultimo a rimanere in piedi è stato proprio Italiano, uno di quelli che da Veronello è già passato, forte di un ottimo lavoro a Trapani col suo 4-3-3 audace e stuzzicante ma al tirar delle somme senza il biglietto da visita davvero giusto per guadagnare così tanti consensi. PREDESTINATO. In piedi, come storia vuole, rimane la candidatura di Michele Marcolini. Prima calciatore, poi allenatore. Come D’Anna, D’Angelo, Maran e Corini anche se a livelli differenti. Al momento del bisogno arrivano loro. Marcolini è lì, col suo bagaglio di cinque anni di Veronello e la sua bella gavetta in Lega Pro. Un giorno toccherà a lui. Scritto da tempo. Magari anche subito, visto un campo sempre più sgombro e la necessità soprattutto ora del Chievo di legarsi a persone fidate. Di cibarsi di quel che più che conosce. Di voltar pagina ma senza rivoluzioni rischiose. Pratico Marcolini, esempio di fedeltà e rigore, giusto per guidare un progetto nuovo. Con Pellissier a far da garante, con Campedelli che l’ha sempre visto come qualcosa in più di un semplice giocatore. All’Albinoleffe non rimarrà Marcolini. Libero di andare, magari nel mare della C1. O magari in B, dopo aver annusato solo un attimo la panchina dell’Avellino. Magari al Chievo. VOGLIA DI NUOVO. La ricerca di sta spostando anche verso un profilo rampante, con idee, deciso a crescere in parallelo coi piani della società. Una ventata di freschezza sarebbe rappresentata anche da Mauro Zironelli, 42 punti con l’Under 23 della Juventus nel girone A di Lega Pro in un’annata vissuta spesso in condizioni complicate. Altro ex del Chievo, mediano valoroso ai tempi della B. Con tanti ragazzi giovani, in bianconero, in un mare di marpioni. A Torino non resterà di sicuro, oggi all’ultimo saluto prima di prendere la propria strada. Di fare il suo percorso, dove serve sporcarsi le mani come piace a lui più che continuare a nuotare nell’ovattato contesto di Torino. Dove tutto è gigantesco, molto lontano dal concetto di laboratorio artigianale che tanto piace a lui. Zironelli conosce il calcio, forte di un 3-4-3 che gli ha permesso di guadagnarsi un’identità precisa fra senso del collettivo e crescita individuale dei suoi ragazzi. C’è anche lui, non ancora contattato direttamente ma comunque presente nei pensieri del Chievo. COLPI DAL BASSO. Lavora su più fronti il Chievo. Sotto osservazione c’è anche il prodotto sicuro. Quindi Roberto Venturato, al di là del suo straordinario ciclo di Cittadella, perfetta sintesi del modo di intendere calcio prodotto a Veronello. Con giocatori presi dal basso e valutati con pazienza e tanta competenza. Fra i tanti profili piace molto il senese Alessio Dionisi, trentanovenne tecnico emergente dell’Imolese dove ha prodotto un calcio efficace ma anche bello a vedersi. Studiata e analizzata a fondo la sua filosofia, visto da vicino anche ieri sera nella gara di playoff a casa del Piacenza con gli occhi di Campedelli e Pellissier. Innovativo, leggero, frizzante. Con tanti estimatori anche. Arrivare a Dionisi però non è affatto semplice, perché ha un contratto piuttosto ermetico, blindato fino al 2022, e una clausola da pagare per chiunque volesse portarselo via ad una proprietà che sulla questione s’è dimostrata parecchio tosta quando s’è trovata di fronte a Perugia e Spezia che l’hanno cercato nelle ultime settimane. Non esattamente semplice il corridoio verso Dionisi, per il quale un sondaggio l’ha fatto proprio la Juve per la sua seconda squadra ora che Zironelli non c’è più. OUTSIDER. Quasi da scartare l’ipotesi di Paolo Zanetti, altro allenatore in grande ascesa ormai però ad un passo dall’Ascoli dopo il ciclo al Sudtirol ma anche lui - proprio come Dionisi - legato ad un vincolo non così semplice da sciogliere. Tanti tavoli aperti nella sede del Chievo, specie adesso che Di Carlo è a Vicenza e davanti c’è tutta una stagione da programmare. Al di là della corsa al mercato per arrivare al 30 giugno nel migliore dei modi, per chiudere l’annata a dovere anche coi conti. Pure Pellissier s’è ormai messo in moto, vicino a Campedelli. A studiare da dirigente, corso accelerato prima di quello da direttore sportivo che l’aspetta a Coverciano. Ormai non c’è più tempo. E soprattutto c’è Marcolini a due passi. Grande ex innamorato di Chievo. Pronto a raccogliere la più grande sfida della sua carriera. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Alessandro De Pietro
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Chievoverona
17
Atalanta - Sassuolo
3-1
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Frosinone - Chievoverona
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