22 ottobre 2019

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05.09.2019

Chievo, un pieno di variabili Soprattutto oltre la cintola

Michele Marcolini
Michele Marcolini

Il cruccio è Nicola Falasco, opportunità dell’ultima ora e mezza di mercato. Col mancino poi rimasto a Perugia la sinistra sarebbe stata davvero al completo ma il Chievo per adesso può andar bene anche così. Marcolini ha una rosa ampia e giocatori eclettici che la rendono ancor più estesa e pure parecchio intrigante. La squadra a lungo a macchia di leopardo, con zone affollate ed altre sgombre, s’è riequilibrata col tempo. Senza un attaccante, saltato alla fine il torinista Millico, ma con tante soluzioni per nasconderne il vuoto. Aspettando gennaio. Quando un paio di pedine nei posti giusti potrebbero davvero rendere tutto perfetto. CERTEZZE IN MEZZO. La difesa aspetta i suoi due centrali definitivi. A bocce ferme sarà tutto più chiaro, dopo tanti arrivi trovati lungo il percorso dopo l’uscita di Tomovic. Un posto sarà di Vaisanen, nazionale finlandese domenica all’opera con l’Italia di Mancini in campo dall’inizio già con l’Empoli. Vicino a lui dovrebbe sistemarsi Cesar, sulla via della miglior condizione dopo i fastidi alla schiena che gli hanno tolto tutto il precampionato. Di un capitano vero e un grande leader c’è assoluto bisogno. Attenzione però a Colley, perno della formazione riserve del Chelsea e titolare nella Youth League persa in finalissima col Porto dopo aver eliminato il Barcellona in semifinale. A vent’anni e con quel fisico nulla gli è precluso. E i primi passi a Veronello sono stati parecchio promettenti. Marcolini è andato avanti a lungo con Leverbe e Rigione, perché la difesa doveva lasciare libero qualche tassello. In caso di un’uscita eccellente, con provvidenziale alleggerimento dei conti, il Chievo avrebbe favorito la trattativa pure prendendosi contropartite tecniche. Il lavoro adesso è più in discesa. E i nuovi interpreti sanno cosa fare. Identico quadro per le fasce. Il Chievo ha ora un jolly come Dickmann, destro per natura ma anche in grado di stare a sinistra dove Brivio sulla carta non è una primissima opzione dopo una carriera in calando e soltanto quattro mesi di partite al Chiasso, nella seconda divisione di Svizzera, a movimentarne la sua ultima stagione. A destra l’alternativa rimarrà Bertagnoli perché difficilmente un altro anno di contratto l’avrà Frey e perché a Pavlev qualcosa nella fase difensiva manca ancora. IL VALORE DI OBI. La mediana per adesso è stretta attorno a Esposito che prima o poi però dovrà tirare il fiato dopo un’estate senza mai riposarsi fra il Mondiale con l’Under 20 e la preparazione all’Europeo con l’Under 19. Necessario staccare la spina, anche solo per un attimo. Utile potrebbe a quel punto tornare Karamoko, già impiegato in quella mattonella da Marcolini. Il centrocampo avrà in Giaccherini il suo indiscusso re, a volte mezzala e a volte trequartista com’è stato anche nei mesi di Di Carlo. Anche nell’arco della stessa partita, giusto lo spazio di rifiatare. Dall’altra parte, a destra, Segre ha tecnica e corsa per difendersi anche dall’attacco di un gigante come Obi per il cui rientro effettivo ci vorrà ancora un po’. Per adesso va bene così, ma prima torna il giocatore tosto e generoso che era e meglio è. Nel cuore della mischia c’è bisogno anche di fisicità. Una delle variabili rimane Garritano, con una marcia in più dopo il prestito di Cosenza. Mezzala d’assalto e dal dribbling facile com’era a Cesena quando si guadagnò l’Europeo con l’Under 21 e il contratto col Chievo. Bella notizia per Marcolini che con Dickmann terzino può alzare Bertagnoli in attesa di valutare la consistenza a sinistra di Schafer. QUANTE CARTE. L’attacco è forza, fantasia e corsa. Tre davanti, sempre. Categorico Marcolini. Vignato può prendersi la scena ma prima dovrebbe firmare il rinnovo altrimenti diventa complicato rimetterlo fra le prime scelte. Fra lui, Garritano e Giaccherini e all’occorrenza Pucciarelli potrà andare anche ad affiancare Djordjevic anche se nelle gerarchie della seconda punta per esperienza e spirito nessuno può toccare Meggiorini, ieri al suo compleanno numero 34, giocatore bandiera con Cesar non solo per avere due posti in più in lista senior. Lui è molto di più. Marcolini aspetta il rientro di Ceter, segnali già comunque registrati in serie da Rovaglia e cenni da Grubac, ancora nel gruppone e in teoria pure lui utile alla causa. Da ricaricare Rodriguez, dopo un’annata cupa fra Empoli e Brescia dove ha comunque festeggiato due promozioni una dietro l’altra. Il primo Djordjevic della stagione pare tirato a lucido, con tutta la volontà di non voler mai uscire dal campo. E sul desiderio di rivalsa di Meggiorini sarebbero pronti a scommettere anche i muri. Due colossi a cui dare volentieri le chiavi della linea offensiva. Un lusso per la B. •

Alessandro De Pietro
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