21 ottobre 2019

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13.09.2019

Chievo, tutti sul trampolino Vaisanen guida i volti nuovi

Michele Nardi, Maxime Leverbe, Sauli Vaisanen, Joseph Colley e Marin Cavar FOTOEXPRESS
Michele Nardi, Maxime Leverbe, Sauli Vaisanen, Joseph Colley e Marin Cavar FOTOEXPRESS

Giovani, forti, ambiziosi. Ha riavviato la produzione il Chievo, compresa la linea di montaggio dei difensori che nella storia ha assemblato grandi capitani e futuri campioni del mondo. A Sauli Vaisanen basterebbe anche solo qualificarsi per l’Europeo, traguardo mai tagliato dalla sua Finlandia. E portare il Chievo in A. «Abbiamo grandissime qualità, tecniche ma anche tattiche. Credo di essere nel posto giusto per raggiungere certi obiettivi», la sicurezza di Vaisanen, in patria cresciuto nel mito di Sami Hyypia e l’idea fissa del calcio, più forte dell’hockey da sempre sport nazionale. Ha appena visto da vicino l’Italia di Mancini, lottando con Belotti e Immobile, inseguendo un sogno in cui una nazione intera crede fermamente. Il Chievo arriva dopo Spal e Crotone, potentissimo frullatore in cui ha dovuto capire in fretta un contesto molto diverso rispetto a Finlandia e Svezia. Leader in teoria nella linea di Marcolini, quello col curriculum più solido rispetto agli altri. A parte Cesar. A TESTA ALTA. Fosse per lui la bacchetta sarebbe già nelle sue mani. «Mi piace parlare tanto, guidare i compagni. Mi piacciono le responsabilità. So che devo migliorare, penso solo alla rapidità nell’uno contro uno, ma so pure che il Chievo è un’ottima opportunità per farmi diventare un giocatore ancora più completo», la fotografia di Vaisanen, stretto fra Leverbe e Colley, più Nardi e Cavar un po’ più in là al tavolo di Veronello, sotto lo sguardo vigile di Pellissier. Ad indirizzarlo al Chievo ci ha pensato anche Hetemaj, compagno di nazionale, una delle tante bandiere per forza ammainate ed ora a correre per il Benevento. «Non avverto pressioni, solo belle sensazioni. Ho 25 anni, non sono più giovanissimo. Giusto che allenatori e compagni a questo punto possano contare su di me. Al Chievo e con la Finlandia. Potevamo far meglio contro l’Italia, potevamo raccogliere di più contro Perugia ed Empoli. Da qui dobbiamo ricominciare», la linea di Vaisanen. SCOMMESSE CALCOLATE. Veronello è un trampolino anche per Maxime Leverbe, al Chievo fino al 2022, corollario dell’operazione che ha spedito Depaoli alla Samp. «Fisicamente sto benissimo, l’anno scorso non ho praticamente mai giocato ma ho potuto comunque misurarmi tutti i giorni col calcio di Serie A e con grandi giocatori», la premessa di Leverbe, a digiuno di presenze fra Doria e Cagliari, pure lui in attesa della molla che sblocchi del tutto una carriera finora mai partita per davvero. «Mi è mancato l’ultimo passo, anche solo la fiducia che qui sento di avere a differenza del passato. In Italia sto splendidamente, sotto il profilo calcistico è il posto perfetto per me. Dove la tecnica viene prima di tutto, dove conta molto la tattica. Meglio che in Francia, dove vale soprattutto il fisico. Certo che rivoglio la Serie A, magari col Chievo», l’istantanea di Leverbe, nativo di Villepinte, mezzora di strada da Parigi. Starà a guardare ancora per qualche mese invece Marin Cavar, vent’anni il 18 giugno, tre settimane dopo avvolto nel buio assoluto per la rottura del crociato anteriore del ginocchio sinistro durante il test fra il suo Winterthur e lo Stoccarda. «È stata quasi una sorpresa per me che il Chievo mi abbia voluto nonostante l’infortunio, un gesto speciale che ho molto apprezzato. Non mi resta che ripagare queste persone con l’allenamento duro», la promessa di Cavar, atteso a gennaio in campo. PAROLA DI CAPITANO. Nello spogliatoio del Chievo è entrato anche Michele Nardi, dodicesimo designato, con Marcolini al Santarcangelo dov’è stato una vita anche in Serie D e dopo al Parma, al Siena e al Sudtirol. «Conosco il mio ruolo, assicuro massimo impegno e voglia di giocare per conquistarmi il posto. Il Chievo è una favola che col tempo s’è scoperta magnifica realtà. Coi suoi campionati di Serie A e le sue grandi bandiere. In primis Pellissier. E mister Marcolini è una garanzia», la cartolina di Nardi, 33 anni, romagnolo di Cesena adesso sostituto di Seculin. L’ultima pennellata è proprio quella del capitano adesso responsabile dell’area tecnica. «Abbiamo tanti ragazzi di prospettiva», il punto di Pellissier, «più una squadra con valori autentici. Siamo molto competitivi. Sappiamo di poter fare molto meglio delle prime due partite, comunque dominate». •

Alessandro De Pietro
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Serie A

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RISULTATI
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16
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Roma
13
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Parma
12
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9
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7
Sassuolo
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Brescia
6
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6
Genoa
5
Sampdoria
4
Brescia - Fiorentina
Cagliari - Spal
2-0
Juventus - Bologna
2-1
Lazio - Atalanta
3-3
Milan - Lecce
2-2
Napoli - Hellas Verona
2-0
Parma - Genoa
5-1
Sampdoria - Roma
0-0
Sassuolo - Inter
3-4
Udinese - Torino
1-0