09 aprile 2020

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09.02.2020

Chievo, tira fuori il carattere Nell’Arena da veri gladiatori

Michele Marcolini
Michele Marcolini

Il momento più duro. Il fattore campo saltato col Venezia, la classifica sempre più asciutta, il viaggio a Pisa che non promette nulla di buono, lo spettro dei playout a un passo. Una montagna quei sette punti fra il Chievo e le seconde Frosinone e Crotone, tutte e due con spalle più larghe del piccolo Pordenone risucchiato nel gruppone di testa. Le grandi favorite stanno uscendo alla distanza, aumentando il passo e stringendo i tempi. Maledettamente più vicino il quintultimo posto, quello della paura e degli spareggi per non retrocedere. Lo scenario adesso è cupo, le risposte relative, il fatturato insufficiente. La realtà soprattutto ora viene prima delle intenzioni, della voglia di risalire in fretta, del ruolo da primattore da dover recitare quasi per forza dopo 17 anni di Serie A nonostante un’estate non proprio serenissima. Non varranno curriculum e titoli all’Arena Garibaldi, terreno aspro per tutti dove la voglia di calcio è sempre stata altissima. Dove l’anonimo Marconi, una vita in Serie C, ha segnato finora quanto Meggiorini e Djordjevic messi insieme. Dove la partita non è mai davvero finita. Più forte di crisi perpetue e mezzi fallimenti il Pisa. Con un cuore grande. SNODO CRUCIALE. Servirà un Chievo lucido, intenso, paziente. Con quell’anima forte consumata da mille battaglie che però non s’inventa dall’oggi al domani. Metabolizzata nel tempo da Rinaldo Danese, per tutti «Macola», mezzo secolo da accompagnatore ufficiale e il primo ieri mattina ad uscire dal recinto di Veronello mentre la classica sfida fra rigoristi chiudeva la rifinitura. Qualcosa Marcolini cambierà, dopo una settimana di allenamenti in cui di voglia di sorridere ce n’è stata poca. Anche per scelta. La presa di responsabilità c’è stata, ora però va veicolata nella direzione migliore. E il punto di domanda rimane. La prima medicina è il ricorso a Giaccherini, trequartista al posto di Vignato che a gennaio fra il fastidio alla caviglia sinistra e il mercato qualcosa per strada ha lasciato. C’è bisogno di invenzioni ma anche di uno che possa incidere davvero davanti alla porta. Di maggior personalità, perché il Pisa terrà alto il volume della contesa fino all’ultimo istante. IL TOCCO DEL GENIO. Giaccherini rifinitore è il miglior compromesso possibile, per tanti motivi. Perché alleggerito da faticose corse anche all’indietro e perché la mediana, senza lo squalificato Obi e l’infortunato Di Noia, non sarebbe stata proprio quella perfetta per arginare la presumibile foga avversaria. Da mezzala sinistra meglio Garritano, una certezza ormai, oggi nei panni di primo incursore perché dall’altra parte Segre sta rifiatando dopo mesi giocati alla grande. La tentazione di inserire dall’inizio uno fra Zuelli e Karamoko c’è tutta, ma per una contesa così ruvida meglio andare sul sicuro. Stringerà i denti, limiterà le sue incursioni, ma a Segre è comunque difficile rinunciare. Il resto dell’undici è scritto, compreso Leverbe per la quarta volta di fila vicino a Cesar in difesa e Vaisanen, opaco nell’ultimo periodo, ad accomodarsi fra le riserve. A Meggiorini e Djordjevic il compito di trovare in un modo o nell’altro la via della porta, spesso smarrita sul più bello. Uno dei grandi limiti di questi mesi. CARATTERE CERCASI. Non è solo una questione tecnica. C’è dell’altro. Dettagli. E quindi grandi differenze potenziali. Non a caso Marcolini in questi giorni ha alzato il tiro. Ha guardato tutti in faccia. Ha chiesto carattere e occhi affamati. Al veterano così come ai più giovani. In campo lui non può andarci più. Marcolini vuole gente che desideri il pallone fra i piedi, proprio adesso che scotta parecchio. Proprio ora che c’è davvero bisogno. Per questo Giaccherini è tornato al centro del Chievo dopo la panchina di Empoli, rifinitore ma anche obbligato leader dall’alto del suo talento. L’incognita forte è proprio il centrocampo, pieno di tecnica ma non di quei muscoli che farebbero tanto comodo. Non solo oggi. Sarà la prova del nove per Esposito, di nuovo nel suo ruolo naturale di regista dopo settimane di purgatorio e la conversione a giudiziosa mezzala. Vale parecchio il Pisa, neopromossa senza troppi timori. Proprio come Moscardelli, l’ex della domenica, a 40 anni ancora parecchio in gamba. •

Alessandro De Pietro
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Serie A

CLASSIFICHE
RISULTATI
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63
Lazio
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Inter
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Atalanta
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Roma
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Napoli
39
Milan
36
Hellas Verona
35
Parma
35
Bologna
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Sassuolo
32
Cagliari
32
Fiorentina
30
Udinese
28
Torino
27
Sampdoria
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Genoa
25
Lecce
25
Spal
18
Brescia
16
Cagliari - Roma
3-4
Juventus - Inter
2-0
Lazio - Bologna
2-0
Lecce - Atalanta
2-7
Milan - Genoa
1-2
Napoli - Torino
2-1
Parma - Spal
0-1
Sampdoria - Hellas Verona
2-1
Sassuolo - Brescia
3-0
Udinese - Fiorentina
0-0