22 settembre 2019

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26.01.2019

Chievo, sterzata a destra Di Carlo riaccoglie Schelotto

Ezequiel Schelotto in azione con la  maglia dello Sporting LisbonaFabio DepaoliIvan Radovanovic
Ezequiel Schelotto in azione con la maglia dello Sporting LisbonaFabio DepaoliIvan Radovanovic

Dimenticato, quindi perfetto. E magari già passato dal Chievo. Il genere è quello. Facce cupe e rabbiose, abituate a lottare. Come quella di Ezequiel Schelotto, perso in questi mesi sulle spiagge di Brighton. Ignorato dalla dura legge della Premier inglese che in questi mesi non gli ha concesso nemmeno un minuto. Ha bussato lui alla porta di Veronello, ricordando le 29 partite giocate col primo Chievo di Maran ad inseguire la salvezza con quelle gambe adesso un po’ arrugginite che non gli hanno però levato l’etichetta del passato. Quando per tutti era «El galgo». Il levriero. Quando correva ancora bambino a due passi dal Fortin, lo stadio del Velez Sarsfield nell’angolo di Buenos Aires dove il re all’epoca era Carlos Bianchi. Italiani di Genova emigrati in Argentina, quelli della famiglia Schelotto. Suo padre Nestor da ragazzo superò il provino anche col River Plate, ma il nonno di Ezequiel glielo disse solo in punto di morte. Al figlio nascose tutte le lettere delle successive convocazioni. Meglio la carriera di commercialista che quella di calciatore ai suoi occhi. Meglio, oggi, un prestito secco fino a giugno per suo nipote che continuare a guardare le partite dalla tribuna e fissare il mare di Brighton. DIETRO LE QUINTE. Schelotto, già a Verona, viene da un lungo periodo al limite del paradossale. Rimasto a spasso quando l’Inter, dov’era rientrato dopo l’annata al Chievo, credette di incastrarlo nell’operazione per l’acquisto di Zukanovic. E il Chievo di riprenderselo ricominciando invece tutto daccapo, facendogli solo sfiorare le condizioni per il riscatto. Automatico con 28 gare giocate per almeno un tempo. Ne fece una in più al tirar delle somme, ma solo 26 restando in campo per 45 minuti. Troppi tre milioni per il riscatto, meglio ridiscutere la questione da zero. Ma qualcosa non funzionò. In più Zukanovic andò alla Samp e Maran per la fascia destra dalla Doria si prese il fidatissimo Cacciatore. Tutti contenti a parte Schelotto, rimasto con un pugno di mosche in mano. Senza una fissa dimora fino a novembre quando passò allo Sporting Lisbona e quindi al neopromosso Brighton. Nella norma la prima stagione, con 15 gettoni da titolare. Sempre fuori invece da agosto ad oggi. In campo l’ultima volta il 13 maggio nello 0-4 di Anfield a casa del Liverpool all’ultima giornata. Di sicuro non gli manca il desiderio di ricominciare. A 29 anni c’è tutto il tempo di recuperare il terreno perso. A lui avevano pensato anche Bologna ed Empoli, ma alla fine ha vinto l’aria di Veronello già respirata a lungo. Anche allenandosi sotto la neve e alla luce dei riflettori il 30 dicembre, quando tutti erano già al caldo e lui era appena atterrato in Italia dopo le vacanze in Argentina. Di questo spirito ha bisogno Mimmo Di Carlo. CHIAVE SULLA CORSIA. Può andare ovunque Schelotto. Terzino e mediano, volendo anche falso attaccante. E proprio a destra il Chievo ha tutto in sospeso. Oltre a Cacciatore, ormai sicuro partente. Con Spal e Bologna in pressing. Il nodo vero adesso è Depaoli. Oltre alla Sampdoria s’è fatto avanti pure il Genoa. Un derby che verrà deciso semplicemente dall’offerta finale. Economica, ma anche tecnica. Il Chievo l’ha messo da tempo fra i suoi punti fermi, senza che sia però una regola assoluta. Al giusto prezzo tutti possono andare. Pure Ivan Radovanovic, per il quale Cesare Prandelli farebbe carte false. Cercato già dal Grifone, adesso ancor di più. Perché coi soldi della cessione di Piatek adesso il Genoa può tutto. Con la ferma l’intenzione di andare fino in fondo per assicurare al suo allenatore l’opzione numero uno per il centrocampo ma anche un laterale destro di grande prospettiva come Depaoli, uno dei tanti giovani che il Genoa ha puntato con grande decisione. Il feeling col Chievo è sempre stato fortissimo ma anche il legame con la Sampdoria è molto buono. Al centro dell’attenzione sempre Depaoli, prima accantonato ma ieri tornato prepotentemente al centro della scena perché la Doria probabilmente Sala riuscirà comunque a cederlo al Parma e a liberare il posto da terzino, nonostante un infortunio i cui tempi di recupero non dovrebbero comunque far saltare il piano iniziale. Il problema è che la Samp dovrebbe tenersi pure Kownacki, primissima scelta per il Chievo e potenzialmente contropartita facile da chiedere per privarsi di un tassello pesante come Depaoli. Lo stop a Caprari però ha bloccato ogni uscita fra gli attaccanti. Il Genoa dal canto suo potrebbe offrire e pagare l’ingaggio di Romulo, uno di casa a Verona per i suoi trascorsi all’Hellas. Complicatissimo arrivarci ma di un tassello forte il Chievo ha assoluto bisogno. Soprattutto se dovesse andarsene Obi, cercato sempre dall’Antalyaspor. Tutto è ancora da scrivere. E alla fine del mercato manca sempre meno. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Alessandro De Pietro
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Serie A

CLASSIFICHE
RISULTATI
Inter
12
Juventus
10
Bologna
7
Napoli
6
Cagliari
6
Atalanta
6
Torino
6
Brescia
6
Milan
6
Roma
5
Lazio
4
Hellas Verona
4
Genoa
4
Sassuolo
3
Parma
3
Spal
3
Udinese
3
Lecce
3
Fiorentina
1
Sampdoria
0
Atalanta - Fiorentina
Bologna - Roma
Cagliari - Genoa
3-1
Juventus - Hellas Verona
2-1
Lazio - Parma
Lecce - Napoli
Milan - Inter
0-2
Sampdoria - Torino
Sassuolo - Spal
Udinese - Brescia
0-1