25 febbraio 2020

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28.12.2019

Chievo, sono i soliti difetti Marcolini, la coperta è corta

Michele Marcolini, prima stagione alla guida del ChievoEmanuele Giaccherini si è rivisto in campo contro il Benevento FOTOEXPRESS
Michele Marcolini, prima stagione alla guida del ChievoEmanuele Giaccherini si è rivisto in campo contro il Benevento FOTOEXPRESS

Scientifico il calcio. Se la classifica è lo specchio del campo il Chievo oggi vale il decimo posto in Serie B. Ad un punto appena dai play off ma anche a quattro dalla zona caldissima riempita da una big caduta in disgrazia come l’Empoli ed una potenzialmente fortissima come la Cremonese. Non concede sconti il pallone, neanche alle nobili decadute. Tanto meno al Chievo. Virtù da accrescere col lavoro fra limiti conclamati. Pregi da costruire ma difetti accertati. Ali da disegnare ma freni già scritti. Lo sapeva Marcolini. Rischi reali, senza troppe sorprese. Con gli occhi rivolti verso l’alta classifica perché così impone lo spartito da retrocessa, senza dimenticarsi però di dare un’occhiata in fondo e soprattutto a guardare in faccia la realtà. E per di più Pescara, Perugia ed Empoli nelle prossime tre non promettono niente di buono. I SOLITI DIFETTI. Il Benevento ha messo ancora una volta a nudo zone d’ombra evidenti. Come le esitazioni della difesa, le insicurezze in porta, il ventaglio di opzioni striminzito in mezzo al campo, le difficoltà nella zona offensiva. La coperta avrebbero dovuto allungarla, quasi a costo di strapparla, i vecchi califfi da sempre abituati ad altro calcio. Ma Giaccherini è stato fuori per undici partite ed Obi delle sue undici da titolare due (a Livorno e con la Juve Stabia) le ha appena cominciate prima di farsi male, sempre soggetto ad infortuni muscolari l’ultimo dei quali gli ha tolto il durissimo trittico con Cittadella, Benevento e Pescara. Quando di uno come lui ci sarebbe stato assoluto bisogno se non altro per dare peso specifico ad un reparto troppo spesso leggerino. Djordjevic va e viene, si ferma e riparte. Come Giak. Due da 25 gol a stagione fermi a sei quasi a metà del cammino. E senza certe garanzie diventa dura far strada. VENTAGLIO EQUIVOCO. Rosa ampia, rotazioni ridotte. Paradosso, ma fino a un certo punto. I primi mesi di campionato hanno sgonfiato profili che prima apparivano mezze certezze attesi solo all’ultimo salto di qualità. Vedi Semper, sempre tentennante fino al gesto estremo di Marcolini di mandarlo in panchina e preferirgli Nardi, prima di Cittadella a 33 anni con una sola partita di B alle spalle al di là di tanta e onesta Lega Pro. Altro nervo scoperto resta la fascia di sinistra, passata col tempo di proprietà di Cotali prima specialista nell’arginare i rapidi esterni d’attacco avversari ma adesso titolare a tutti gli effetti al posto d Brivio, positivo in avvio ma con un passato recente fatto di pochi mesi nella seconda divisione svizzera. Strategica l’area del metodista, divisa adesso fra Di Noia appena tornato da otto mesi di stop per infortunio ed Esposito l’anno scorso di questi tempi sul punto di trasferirsi dalla Primavera 2 della Spal al Ravenna. Servirebbe tempo. Per crescere, per sbagliare, per salire di condizione. Ma non ce n’è. MACCHIA DI LEOPARDO. Gli stenti della difesa sono tutti tradotti nell’onnipotenza di Cesar, capitano intoccabile ma con appena 16 presenze nella formazione di partenza nei precedenti due campionati quando aveva già superato i 35 anni. Senza aver Marcolini trovato adeguate risposte da Leverbe, mai utilizzato da Cagliari e Samp, tanto che alla fine vicino a Vaisanen s’è piazzato Rigione, pure lui reduce da un’annata a singhiozzo delimitata da gennaio a maggio nel Novara. A centrocampo non s’è mai visto Ivan ma nemmeno Schafer, alla causa sono stati poco utili pure Pina Nunes e Bertagnoli che pur erano partiti suggerendo ben altro percorso. Dulcis in fundo l’attacco. Retto da Meggiorini, elevato da Djordjevic quando le gambe l’hanno sostenuto ma mai davvero profondo. Rodriguez dopo un avvio incoraggiante s’è arenato tanto che Marcolini con Cremonese e Juve Stabia gli ha preferito Ceter, fisico statuario ma movimenti ancora tutti da apprendere e piedi da affinare. Adesso servono lavoro e tanta pazienza, concetti che mal si sposano con le ambizioni di immediata risalita in serie A. Legittime, naturali, quasi ovvie. Ma la verità ad oggi è solo quella del campo. E della classifica. •

Alessandro De Pietro
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Serie A

CLASSIFICHE
RISULTATI
Juventus
60
Lazio
59
Inter
54
Atalanta
45
Roma
42
Napoli
36
Milan
36
Hellas Verona
35
Parma
35
Bologna
34
Cagliari
32
Sassuolo
29
Fiorentina
29
Torino
27
Udinese
27
Lecce
25
Sampdoria
23
Genoa
22
Brescia
16
Spal
15
Atalanta - Sassuolo
Bologna - Udinese
1-1
Brescia - Napoli
1-2
Fiorentina - Milan
1-1
Genoa - Lazio
2-3
Hellas Verona - Cagliari
Inter - Sampdoria
Roma - Lecce
4-0
Spal - Juventus
1-2
Torino - Parma