13 luglio 2020

Sport

Chiudi

27.04.2020

«Chievo, quel miracolo non si cancella»

Flavio Roma nella stagione 1998/’99 con il Chievo  FOTOEXPRESS
Flavio Roma nella stagione 1998/’99 con il Chievo FOTOEXPRESS

Si sente ancora a casa al Chievo. Flavio Roma è rimasto a vivere a Monaco, dopo dieci anni nel Principato dove adesso allena i portieri delle giovanili fino alla squadra riserve. Un ragazzino quando mise piede a Veronello, nel ’98 in Serie B voluto da Mimmo Caso che l’aveva conosciuto alla Lazio e allenato al Foggia. «Da allora è come se non me ne fossi mai andato», la verità di Roma, 46 anni il 21 giugno, al Bentegodi l’ultima volta due stagioni fa a vedere la partita col Napoli su invito del presidente Luca Campedelli. Lo scudetto col Milan di Allegri nel 2011, da riserva di Abbiati, diventa il suo anello di congiunzione fra il calcio ai suoi vertici più alti e i piccoli laboratori. «Sono le persone a far le grandi le società. Berlusconi, Galliani e Leonardo in quel Milan. Campedelli e Sartori nel Chievo. Quei dirigenti che alle cose danno una visione diversa, quelli che i tempi sanno anticiparli», il parallelo di Roma, a Monaco fedelissimo di Deschamps trovando però sempre semichiusa la porta dell’Italia, con appena tre presenze azzurre agli ordini di Lippi nel periodo di preparazione ai Mondiali del 2006. Qualche fotogramma gli basta per ripercorrere la storia recente del Chievo. Soprattutto uno. «Vedi l’abilità nella ricerca dei giocatori, così come degli stessi portieri. Da Lupatelli a Marchegiani, fino a Sorrentino. O come quelli che per certe società erano dati per finiti e che invece divennero campioni. Anche del mondo, vedi Perrotta e Barzagli. O grandi intuizioni, come Federico Cossato. Non avrei mai creduto che il Chievo potesse resistere così tanto in Serie A», il riassunto di Roma, «ma allo stesso tempo pensavo che in pochi come il Chievo in quel periodo sapessero far calcio in maniera così lungimirante. Una scoperta dietro l’altra. Riavvolgendo il nastro è comunque tutto piuttosto evidente. Era chiara, pur in quel non facile campionato di B, la volontà di migliorarsi sempre di più. Le basi c’erano tutte». Ventuno anni dopo davanti al Chievo c’è una montagna piuttosto alta da scalare. Dura la risalita, niente a che vedere con la cavalcata del 2008 con Iachini quando Roma finì dodicesimo nella Ligue 1 francese a 32 punti dal Lione di Benzema e Juninho Pernambucano. «Seguii passo dopo passo quella marcia», racconta Roma, «l’ennesima dimostrazione che il Chievo ha sempre saputo raggiungere i suoi obiettivi. La verità è che tutti vorrebbero stare in Serie A, ma adesso bisogna fare i conti con tanti club di fascia media che si sono distanziati dalla zona davvero pericolosa. La chiave di tutto restano ancora certe figure. Gente come D’Angelo e D’Anna, due pilastri di quell’annata. Esempi veri. Il Chievo deve rimanere quello di allora. Partendo dai valori umani che ha sempre saputo tramandare». •

A.D.P.
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1

Serie A

CLASSIFICHE
RISULTATI
Juventus
75
Lazio
68
Atalanta
66
Inter
65
Roma
51
Napoli
51
Milan
49
Sassuolo
43
Hellas Verona
43
Bologna
41
Cagliari
40
Parma
39
Fiorentina
35
Udinese
35
Torino
34
Sampdoria
32
Lecce
28
Genoa
27
Brescia
21
Spal
19
Atalanta - Lazio
Bologna - Juventus
Fiorentina - Brescia
1-1
Genoa - Parma
Hellas Verona - Napoli
Inter - Sassuolo
Lecce - Milan
1-4
Roma - Sampdoria
Spal - Cagliari
Torino - Udinese