29 settembre 2020

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07.08.2020

«Chievo, punta su Djordjevic Sarà lui a stendere lo Spezia»

Filip Djordjevic, qui contro l’Empoli, è in buona forma: sarà lui l’uomo del ritorno in Serie A?
Filip Djordjevic, qui contro l’Empoli, è in buona forma: sarà lui l’uomo del ritorno in Serie A?

L’area dovrà essere tutta sua. Di Filip Djordjevic. «Le partite le vincono i singoli, quindi gli attaccanti. Quindi lui», l’assist da Miami di Massimo Marazzina, 46 gol nel Chievo, 13 nella prima irripetibile stagione di Serie A. «Le occasioni sa crearsele, prima o poi riuscirà a concretizzarle», la certezza di Simone Tiribocchi, martedì sera al Bentegodi, 122 sigilli fra Serie A e B, molti dei quali vicino all’amico Pellissier. Un imperativo segnare. Lo Spezia di fronte, un gol in più per andare in finale fra domani e martedì. C’è tempo, ma il primo passo dovrà farlo Aglietti. Anche se dall’altra parte Italiano non è il tipo che aspetta le mosse altrui. Molto dipende dal Chievo. Più che mai convinto di poter arrivare fino in fondo. D’accordo Vignato, d’accordo Garritano, ma il potere vero sarà nelle mani di Djordjevic. Ad intermittenza finora, specchio della sua carriera fatta di alti e bassi. Grandi picchi e profondi silenzi. Dalla sinusoide alla Lazio alle altalene col Chievo. Nove centri finora, fra stoccate da giocatore di livello superiore e qualche pausa di troppo. Anche capitano per Aglietti. Sicuro di avere in mano la pedina capace di far saltare il banco. LA STORIA ASPETTA. Ci crede Marazzina. «Djordjevic ha dalla sua la fiducia dell’allenatore, grande medicina per noi attaccanti. Perché sai di essere fondamentale anche se per un po’ non timbri il cartellino. Ci siamo capitati tutti, ma la differenza poi per quel che mi riguarda l’ha sempre fatta la solidità mentale», la chiave di Marazzina, uscito vincitore due volte dalle tenebre della B. Una volta col Torino, un’altra col Bologna. Sempre da grande protagonista. «Noi abbiamo un grande privilegio, quello di metterci spesso la firma sulle partite. Di venir ricordati più di altri, di fatto di entrare nella storia in maniera più veloce. Basta un gol. È una motivazione in più che scatta in tutti i centravanti, quelle vibrazioni che adesso avvertirà pure Djordjevic. Prima di certe finali non ci dormi la notte, ma se sai veicolare bene ogni input ne esci ancora più forte», il bivio di Marazzina, sempre molto vicino al Chievo anche se dalla Florida non è così semplice. ORA O MAI PIÙ. Stavolta non c’è spazio per recuperare il tempo perso. Per cancellare errori, per rimandare la rinascita alla prossima volta. «Non è più un ragazzino Djordjevic», la linea di Marazzina, «grande e maturo per assumersi le sue responsabilità. Sono tutti sulla stessa barca adesso. Ognuno coi suoi personalissimi codici. L’allenatore deve essere bravo a commettere meno errori possibili. Vale per tutti. Alla fine il giocatore però s’arrangia. È lui che deve anche chiamare il gioco. Come facevo io. Una volta davanti a Cannavaro, una volta contro Stam. Ero io a gestire i miei movimenti. Il Chievo non è inferiore allo Spezia. Vero, loro hanno il vantaggio di poter andare in finale con due pareggi, ma non necessariamente questo è un punto a favore. La vedo più come un’arma a doppio taglio. E non ci dimentichiamo poi che il Chievo quando bisognava vincere non ha quasi mai fallito. Lo dice il suo passato. Ne so qualcosa anch’io». PAZIENZA E CORAGGIO. Anche Tiribocchi vede tanta luce negli occhi di Djordjevic. «Il rigore sbagliato può pesare, ma fino a un certo punto visto che poi il Chievo il turno l’ha passato. Lo vedo migliorato ora. Prima più dentro l’area, adesso più manovriero. Fa sponde, prende botte, fa molto altro. Chiaro che può essere meno lucido una volta arrivato davanti alla porta, ma spesso ci vuole anche un po’ di fortuna perché il pallone vada dentro. Ma se alle spalle hai tanto lavoro prima o poi ne vieni fuori», la lettura di Tiribocchi, anche vice della Primavera di D’Anna dopo aver smesso chiudendo la sua vita di bomber al Vicenza, adesso immerso nella Serie B da raffinato opinionista televisivo. La soluzione è in tasca. Comoda. «Djordjevic deve solo continuare così. Qualcosa in questi anni ha perso. Quando subisci tanti infortuni», il passo indietro di Tiribocchi, «non riesci ad allenarti all’altezza. Fai fatica a trovare il giusto ritmo, sei più soggetto ad alti e bassi. Non sei te stesso fino in fondo. Tutto nella norma, ma a me l’ultimo Djordjevic è piaciuto. Sta bene in campo, fa muovere i compagni, svaria su tutto il fronte. Arriverà anche il gol». •

Alessandro De Pietro
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Serie A

CLASSIFICHE
RISULTATI
Napoli
6
Milan
6
Hellas Verona
6
Juventus
4
Sassuolo
4
Atalanta
3
Lazio
3
Inter
3
Bologna
3
Benevento
3
Fiorentina
3
Genoa
3
Cagliari
1
Roma
1
Udinese
0
Torino
0
Spezia
0
Sampdoria
0
Crotone
0
Parma
0
Bologna - Parma
4-1
Cagliari - Lazio
0-2
Crotone - Milan
0-2
Inter - Fiorentina
4-3
Napoli - Genoa
6-0
Roma - Juventus
2-2
Sampdoria - Benevento
2-3
Spezia - Sassuolo
1-4
Torino - Atalanta
2-4
Hellas Verona - Udinese
1-0