06 aprile 2020

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08.02.2020

Chievo piccolo con le piccole A Pisa il cambio di marcia?

Musi lunghi e teste basse al Bentegodi dopo il ko col Venezia
Musi lunghi e teste basse al Bentegodi dopo il ko col Venezia

Mancano i punti con le piccole. Uno appena raccolto contro quattro serissime candidate alla Serie C fra Trapani, Cosenza, Juve Stabia e Venezia sono la differenza fra l’undicesimo posto attuale del Chievo ed il potenziale secondo, rimasto a portata di mano perché il Pordenone sarà anche solido e rodato ma non è il Liverpool. Meno cinque dalla Serie A diretta. Pochi, ma anche tanti. Spezzare la classifica in due aiuta a capire meglio la questione di fondo. Da una parte il cammino con le prime dieci, dall’altro quello nella zona bassa. Strade spesso parallele, ma fino a un certo punto. L’esempio è lo Spezia, la squadra più calda della B, penultima nei duelli con quelle di seconda fascia ma allo stesso tempo seconda alle spalle del Benevento nelle partite con le più forti, almeno in teoria viste le distanze ridottissime. Per di più con una partita in meno, quella con la Cremonese che potrebbe proiettare Vincenzo Italiano verso un livello ancora superiore. Rafforzando così una candidatura alla A diretta a lungo mascherata da una partenza balbettante ma riemersa a cavallo fra andata e ritorno con 19 punti nelle ultime nove senza mai perdere. Proprio quando il Chievo cominciava la sua parabola discendente, dopo un avvio interessante e la sensazione che una volta piantate le basi fosse tutto ancor più semplice. Il campo invece non è stato della stessa idea. ALTI PROFILI. Quando incrocia qualità il Chievo sta meglio. Quinto, finora, negli scontri diretti contro quelle che ora gli stanno davanti. Meglio del Cittadella, del Crotone, dell’Entella, del Perugia, del Pescara e del Frosinone, vantaggio sperperato quando lo spartito è diventato un altro. Quando davanti Marcolini s’è trovato la dura essenza della Serie B. Gare ruvide, palloni sporchi uno dietro l’altro, il gusto della manovra come puro optional. Ci sono squadre che cambiano letteralmente pelle da un contesto all’altro. Tutto dimostrato dai numeri. Vedi il Frosinone, nove punti più del Chievo ma con undici partite contro dieci di fronte alle pericolanti e ad attori di profilo medio. Tipico di chi l’ossatura perfetta per la B ce l’ha da tempo ormai, come testimonia d’altronde la storia recente del Frosinone fatta di delusioni e soffertissimi trionfi. Sempre a lottare attimo dopo attimo, senza guardare troppo all’estetica e concentrandosi solo sul fatturato finale. Il sentiero più breve va benissimo, l’importante è arrivare prima degli altri. Con la molla delle motivazioni sempre al massimo, l’unico modo per spingere sempre sull’acceleratore senza mai far pause. Frosinone e Spezia sono i due estremi che sintetizzano la cadetteria, là dove il Chievo per ora ha alternato grandi momenti a pericolose cadute. Con l’amaro in bocca fortissimo della trasferta di Trapani e delle due prove inopinatamente fallite in casa prima contro la Juve e Stabia e poi col Venezia. Troppi scivoloni contro chi mostra solo i muscoli. Non può essere un caso. QUESTIONE DI FAME. La Serie B in alto rischia di venir ulteriormente agitata dalla variabile Empoli, col suo organico da A certificata e un potenziale infinito che può in fretta colmare il gap con le prime. Divari ridotti all’osso e 48 punti ancora sul piatto. Il tempo non manca, così come alla Cremonese i cui valori non sono certo quelli di chi adesso giocherebbe i playout. Impantanata in fondo al gruppo dopo un mercato interpretato da regina. Michele Marcolini ragiona, riflette. E sbuffa. Ma è in ottima compagnia. Il trend del Chievo lo sta seguendo ad esempio pure la Salernitana di Ventura, la prossima a passare dal Bentegodi quando il Pisa sarà storia. Sicuro invece il passo di Perugia, Crotone, Pescara e Cittadella, altre quattro che i codici della B li hanno ormai memorizzati da tempo e che sanno come far valere la propria superiorità anche in quelle domeniche equivoche fra campi all’estrema periferia del calcio e di fronte a quei mestieranti della categoria che contestano ogni respiro. Quando non basta il curriculum o il colpo a effetto per spuntarla, quando la differenza vera è nelle motivazioni. Con le big ha fatto molto bene il Pisa, concreto dietro e talentuoso davanti. Attenzione massima quindi. Con lo stesso rendimento del Chievo ma con una gara in meno contro quella della parte sinistra della classifica. Fermando due volte sul pari il Benevento, pareggiando con Cittadella e Crotone ma anche battendo Salernitana, Spezia e Pordenone. Da prendere con le molle. L’ennesimo crocevia della stagione, quello programmato per domani pomeriggio sul prato dell’Arena Garibaldi. Non è il primo, non sarà l’ultimo. •

Alessandro De Pietro
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Serie A

CLASSIFICHE
RISULTATI
Juventus
63
Lazio
62
Inter
54
Atalanta
48
Roma
45
Napoli
39
Milan
36
Hellas Verona
35
Parma
35
Bologna
34
Sassuolo
32
Cagliari
32
Fiorentina
30
Udinese
28
Torino
27
Sampdoria
26
Genoa
25
Lecce
25
Spal
18
Brescia
16
Cagliari - Roma
3-4
Juventus - Inter
2-0
Lazio - Bologna
2-0
Lecce - Atalanta
2-7
Milan - Genoa
1-2
Napoli - Torino
2-1
Parma - Spal
0-1
Sampdoria - Hellas Verona
2-1
Sassuolo - Brescia
3-0
Udinese - Fiorentina
0-0