19 luglio 2019

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04.06.2019

Chievo, Marcolini ora è libero Incarico alla stretta finale

Luca Campedelli con Sergio Pellissier: il Chievo 2019-’20 ricomincia da loro Michele Marcolini, 43 anni, ex centrocampista del ChievoAlessio Dionisi
Luca Campedelli con Sergio Pellissier: il Chievo 2019-’20 ricomincia da loro Michele Marcolini, 43 anni, ex centrocampista del ChievoAlessio Dionisi

Ha aperto il campo Michele Marcolini. Come uno dei suoi celebri cambi di fronte. Salutando l’Albinoleffe, prendendo tempo col SudTirol, attendendo la chiamata del Chievo. La sua primissima scelta, per tanti motivi. Questione d’opportunità, perché finalmente a 43 anni riavrebbe quella B solo annusata la scorsa estate ad Avellino prima del fallimento della società, ma anche d’amore per chi a Veronello c’è stato per cinque lunghi anni. Marcolini ha mercato in Lega Pro, ormai firma di primissimo livello dopo il lavoro fra Pavia, Santarcangelo, Alessandria dove ha vinto la Coppa Italia e negli ultimi mesi all’Albino dove s’è salvato senza playout dopo una lunghissima e lucidissima volata. Alla stretta finale ormai la panchina del dopo Di Carlo. La decisione entro la fine della settimana, magari anche prima fosse per Marcolini. Impaziente di sapere ma anche per liberare chi come ad esempio il SudTirol continua ad aspettarlo ancora carico di speranze. Deciso a strapparlo alla concorrenza con cui la lotta però è parecchio impari. CI SIAMO QUASI. Paradossale l’attesa, perché dall’altra parte del tavolo c’è l’amico Sergio Pellissier. Compagno di tante battaglie e amico per la vita. Scatto che fa molto Chievo, asse romantico ma anche parecchio solido. Come le squadre di Marcolini, spesso con la difesa a tre quest’anno ma anche con tantissime varianti. Con adeguamenti continui e linee precise. Scorza dura la sua, forgiato a Bari dalla mano di Eugenio Fascetti che poi avrebbe ritrovato a Vicenza. Passato anche da Delio Rossi, da Mandorlini e da tutti quelli del Chievo fra Iachini, Pillon, Pioli e Di Carlo di cui presto potrebbe prendere il posto. Dalla sua una vita di Serie A in mezzo al campo, dove il gioco si vede e si studia meglio. Dove è più facile diventare allenatori, numeri alla mano. Marcolini è molto più delle sue 181 panchine di Lega Pro, da grande ex pure perfetto conoscitore delle dinamiche di Veronello e di una società in cui s’è sempre identificato alla perfezione. Adesso ancora più maturo, col necessario passato alle spalle, con l’esperienza accumulata in silenzio ad ogni livello. Cercando di apprendere qualcosa da tutti, leggendo vecchi maestri e adeguandosi al calcio che cambia di continuo. Senza dogmi se non quello di creare squadre che possano raggiungere il traguardo anche con una certa agilità, con una bella falcata, senza troppe scorciatoie. Affamato di lavoro e di sapere, col desiderio ardente di trasferire a Veronello il suo impegno feroce e principi che finora non l’hanno mai davvero tradito. Completo adesso Marcolini, certamente avvantaggiato nel lavorare in un contesto che sente suo. Bel punto di partenza, al di là della consistenza dell’organico che gli sarà affidato. Ora tocca al Chievo. L’orologio però corre forte, senza margini per certe proroghe. Il mercato degli allenatori sta partendo e presto andrà sempre più veloce. Marcolini aspetta, con la fiducia di chi sa che da un momento all’altro potrebbe toccare a lui ma anche coi piedi ben saldi a terra. PISTA ALTERNATIVA. In pole Marcolini, senza trascurare però altre soluzioni. Difficile però arrivare ad Alessio Dionisi, difensore del Varese di Devis Mangia costruito da Sean Sogliano che saliva dai dilettanti, transitato pure dalla Sambonifacese prima di chiudere la carriera con Verbania e quindi all’Olginatese dove ha cominciato a muovere i primi passi prima di fare il salto di qualità al Borgosesia e al Fiorenzuola. Mago dell’Imolese che il Chievo ha seguito da vicino anche all’ultima partita di playoff a Piacenza. Due punte e un trequartista, tre centrocampisti e linea a quattro. Gioco propositivo, arioso, efficace. Il suo calcio piace a tutti, ma piace anche all’Imolese che non ha troppa intenzione di lasciarlo andare. Con una proprietà decisa a non mollare neanche un millimetro. A trattare volendo, senza troppe concessioni. A confermarlo anche una clausola, fino al primo giugno di centocinquantamila euro ma adesso certamente più alta. Proporzionale ad ogni giorno che passa e quindi alle difficoltà dell’Imolese nel trovare un eventuale suo sostituto. Il Chievo è corso a studiare Dionisi due volte di fila negli ultimi giorni, tenendosi aperta una strada alternativa a quella già battuta con Marcolini di cui sa tutto. L’Imolese non ha ancora avuto alcun contatto diretto col Chievo, escluse le richieste di accredito per le ultime partite. Nessuna vera trattativa aperta, almeno per ora, anche se Dionisi è di sicuro uno di quelli continuamente sotto osservazione. E un contatto c’è stato anche con Pasquale Marino, reduce dall’esperienza sfortunata con lo Spezia, eliminata dal Cittadella al primo turno dei playoff di Serie B. Tutti seguiti, monitorati. Ancora per poco però, adesso è davvero il momento di scegliere. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Alessandro De Pietro
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38
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17
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3-1
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1-2
Fiorentina - Genoa
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Frosinone - Chievoverona
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