29 settembre 2020

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03.08.2020

Chievo, la A ha cinque facce E Aglietti resta carta jolly

Filip Djordjevic, nove reti in stagione FOTOEXPRESSAlfredo AgliettiLuca Garritano
Filip Djordjevic, nove reti in stagione FOTOEXPRESSAlfredo AgliettiLuca Garritano

C’è tutto per crederci. E per provarci fino in fondo. Anche perchè il Chievo, il fondo, l’ha toccato per davvero. E forse non c’è stata cura migliore, per permettere ai gialloblù di rialzarsi, di rinsavirsi, di ritrovare - giusto in tempo per il finale di stagione - le forze fisiche e mentali per strappare il pass che vale un posto ai play off. Domani si fa sul serio. E, al netto di quanto successo nel corso di questa balenga stagione, avere preso all’ultimo giro il biglietto che vale (forse) la felicità, è già tanta cosa. A COME AGLIETTI. Il tecnico è il valore aggiunto. E la considerazione non si fonda esclusivamente sul ricordo di quanto fatto da Aglietti la scorsa stagione alla guida del Verona. L’Alfredo ha dato la scossa. Al momento giusto. Dopo un inizio convincente, una fase intermedia di disagio ed un finale in crescendo. Non era facile, per diversi motivi. Il Chievo si è trovato “nudo“ alla meta. Cortissimo nelle rotazioni. Privato di talento da continui infortuni. La scelta, poi, di fare a meno in un colpo solo di Meggiorini, Frey e Cesar, andati a scadenza e non rinnovati in corso d’opera, era sembrata quanto meno affrettata. Ma, alla fine, Aglietti ha messo d’accordo tutti. SPERANZA. Consegnando al club di Luca Campedelli la speranza di poter tenere vita il sogno promozione. Aglietti anestetizza il dolore generato da sconfitte e da tensioni. Ha tolto il Chievo dal precipizio, è rimasto in equilibrio (subito dopo le sconfitte di Cremona e Castellammare ndr) quando la strada per i play off si era fatta maledettamente scivolosa. Ha dispensato buoni consigli. Non ha sbagliato l’approccio, tecnico e mentale, nelle tre sfide vinte contro Cittadella, Benevento e Pescara. Ha gestito con grande attenzione le energie di una squadra che comunque è già tirata al massimo. Per certi versi, in questo finale di stagione, si è rivisto l’Aglietti calmo e per nulla preoccupato entrato in sala stampa al Tombolato pochi minuti dopo la sconfitta in gara uno della finale promozione della scorsa stagione. Il Verona si giocava la A, e aveva appena perso due a zero una partita strana. Aglio, quella partita, sembrava l’avesse quasi vinta. E alla fine, la A se la prenderà proprio lui. Chiudendo in trionfo. RIECCO FILIP. Non solo Aglietti, però, in questa tardiva rinascita del Chievo. Pure Filip Djordjevic pare essere riuscito a prendersi la scena. L’attaccante serbo ha timbrato il cartellino con frequenza. Infilando perle pesanti nel finale di campionato. Quando serviva. Il fisico regge, il talento emerge. E Djordjevic in stato di grazia, deve considerarsi un extralusso per la categoria. Uomo d’area, ottimo colpitore di testa, giocatore capace anche di fare reparto da solo, all’occorrenza. Il Chievo aveva bisogno di uno così. LA PROVVIDENZA. Serve sempre qualcuno che al momento giusto faccia la cosa giusta. E, questa volta, è toccato a Luca Garritano. Due reti decisive contro Benevento e Pescara. L’impressione di avere tra le mani il destino del Chievo. Luca si è acceso, diventando Uomo della Provvidenza. Proprio come era successo - giusto per restare dentro al mondo di Aglietti - a Samuel Di Carmine la scorsa stagione. Garritano è Re Mida del Chievo. Servirà tantissimo anche domani. CORSA E TALENTO. E poi ci sono loro: Jacopo Segre ed Emanuel Vignato. La corsa e il talento. Sia inteso: pure Segre dispone di stile. Ma il ragazzo sa farsi apprezzare per accelerazioni improvvise e giocate rabbiose palla al piede. Pura energia per un Chievo che si trova ad avere scelte limitate nel momento in cui diventa necessario fare affidamento alla panchina. Non sempre ha inciso nel corso della stagione, ma Segre può essere l’uomo che spacca la partita da un momento all’altro. Stesso discorso può essere fatto per Vignato, arrivato alla sua ultima recita con il Chievo. Emanuel è talento leggero ma cristiallino. Può inventare la giocata, danzare tra le linee, creare la superiorità numerica. Il Chievo ha bisogno anche di magia, della sua magia, per poter aspirare di tornare in serie A. BLINDATI. A chiudere, quelli che stanno dietro. Rigione e Leverbe, dopo la Caporetto di Castellammare, hanno blindato la porta di Semper. Buon lavoro nella marcatura, nella difesa dell’area, nel gioco aereo, negli adeguamenti difensivi. Con generosa propensione offensiva quando si è presentata l’occasione. Un solo gol incassato tra Cittadella, Benevento e Pescara. L’impressione di avere trovato, insieme a Dickmann e Renzetti, un centro di gravità permanente. E domani arriverà subito la prova del nove contro il temibile Empoli. Ma la A non è solo un sogno. •

Simone Antolini
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Serie A

CLASSIFICHE
RISULTATI
Napoli
6
Milan
6
Hellas Verona
6
Juventus
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Sassuolo
4
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Lazio
3
Inter
3
Bologna
3
Benevento
3
Fiorentina
3
Genoa
3
Cagliari
1
Roma
1
Udinese
0
Torino
0
Spezia
0
Sampdoria
0
Crotone
0
Parma
0
Bologna - Parma
4-1
Cagliari - Lazio
0-2
Crotone - Milan
0-2
Inter - Fiorentina
4-3
Napoli - Genoa
6-0
Roma - Juventus
2-2
Sampdoria - Benevento
2-3
Spezia - Sassuolo
1-4
Torino - Atalanta
2-4
Hellas Verona - Udinese
1-0