17 settembre 2019

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27.02.2019

Chievo, dramma e speranza Ti rimangono tredici finali

Di Carlo scruta il futuro: davanti al Chievo tredici... ultime spiaggeWalter Mazzarri
Di Carlo scruta il futuro: davanti al Chievo tredici... ultime spiaggeWalter Mazzarri

Tredici partite, 39 punti. Undici da recuperate sull’Empoli. Il tempo che passa, la luce che non s’accende, le vittorie ristrette massimo a pareggi. La porta avversaria ridotta al minimo, la classifica gelida, la A sempre più lontana. Tredici ultime spiagge, nessuna tabella in tasca, i conti tenuti in un angolo, il Torino alle porta. Brutto affare, nell’ennesima prima di tante finali. Quattro vittorie su quattro nelle ultime in casa, battendo anche Inter e Atalanta. Senza prendere gol. Dura aggrapparsi a quelle vette, soprattutto a mani quasi nude. Il cammino verso l’impresa impossibile è complicato. Parecchio anche. Con sette trasferte e tante grandi ancora di mezzo. Con l’ardore di Veronello difficile da trasferire in partita. «Ci basta una scintilla, poi questo gruppo prenderebbe il volo. Conosco la squadra, vedo tutti i giorni i ragazzi. Un segnale forte. E sarà la svolta», il quadro rinfrescato di continuo da Mimmo Di Carlo, scenario visto dal suo angolo privilegiato. Senza una quota fissa in testa. Impossibile disegnarsi un percorso per chi è nelle condizioni del Chievo. SCOGLI ALTISSIMI. A volte è anche questione di momenti. E di fortuna, pure negli incastri, ce n’è sempre stata molto poca. Sarà così anche stavolta, perché il Torino è una delle più calde della Serie A e il Milan subito dopo non è da meno. Capitano entrambe nel loro periodo d’oro. Undici punti nelle ultime cinque per Mazzarri, 14 nelle ultime sei per Gattuso. Macchine da guerra. Una a cercare un posto in Europa League, l’altra a provare a riprendersi la Champions. Avversari peggiori non potevano capitare. Il 9 marzo casca il Milan, altro sabato di fuoco al Bentegodi. E l’Atalanta, subito dopo, vale le altre due. Soprattutto a Bergamo, anche la Juventus ne sa qualcosa. Erano le partite del Chievo quelle, adesso un po’ meno. Quelle da cui partire e cambiar marcia. La sua storia è piena di attimi così ma le altre adesso sembrano davvero troppo lontane. Anche se l’ultima parola non è ancora stata detta. Con l’Empoli atteso da Parma, Roma e il jolly Frosinone in casa. Col Bologna che fra Udinese, Cagliari e Torino qualcosa dovrebbe raccogliere. Con la Spal spalle al muro fra Sampdoria, Inter e Roma. Col Cagliari di Maran e dei tanti ex, davanti a Inter e Fiorentina in casa più il Bologna fuori. Tempo per precipitare ce n’è ancora, anche per chi ha il doppio dei punti di Di Carlo. Almeno sulla carta. Quando la Serie A, la terza settimana di marzo, si fermerà per l’ultima volta. Sosta, poi l’ultimo chilometro. ORA O MAI PIÙ. Ha ragione Di Carlo, di margini ce ne sono ancora. Ma dalla ripresa in avanti sarà, stavolta sì, vietato sbagliare. Partendo dal Cagliari. Dal ritorno di Maran e di mezzo Chievo. Destini incrociati. Quando sarà impossibile ridarsi un altro ultimatum. Troppo tardi. Tutto si deciderà entro la prima settimana di aprile. Perché ci sono Sassuolo e Bologna una dietro l’altra. Tre bivi in otto giorni. Quando l’Empoli, ad esempio, dovrà vedersela con Juve e Napoli. Quando nemmeno per le altre sarà semplice la vita. Di sicuro al Chievo servono almeno sette vittorie. Dopo averne presa una sola finora, contro il Frosinone penultimo. Più pareggi sparsi. Magari partendo da Torino, proprio domenica. Ok l’allergia al gol ma dietro il Chievo ha la sua stabilità. Ritrovata dopo il gennaio di mercato. È già qualcosa. FIATO SOSPESO. Metà aprile sarà di sofferenza, fra Napoli e Lazio. Con Ancelotti al Bentegodi, soprattutto con la classifica ancora a reclamare tanto ancora. L’ultima di aprile è col Parma, messo anche sotto all’andata. Uno dei tanti rimpianti di Di Carlo, ripensando alla punizione all’incrocio di Bruno Alves dopo il gol di Stepinski. Una delle tante vittorie gettate al vento. Più che a Ferrara con la Spal. Come a Udine, come col Genoa di Prandelli. Quelle partite che in un modo o nell’altro dovranno girare a proprio favore. A cominciare dal Parma, lontano dai pericoli. Nelle ultime quattro un varco interessante ci sarebbe anche. Quando le motivazioni faranno la vera differenza. La Spal in casa non suggerisce altro che tre punti, contro chi il 5 maggio sarà probabilmente ancora in lotta per la sopravvivenza. Poco da fare sulla carta sette giorni dopo, a casa Inter. Non più sicura terza, adesso neanche certa di finir quarta. Le ultime due saranno da dentro o fuori. Contro la Sampdoria magari già adagiata in posizione neutra. Senza coppe in vista e tantomeno ansie. Si può fare. E poi l’ultima a Frosinone. Un campionato in 90’, a patto di raccogliere prima quel che adesso appare solo un miraggio. Percorso teorico, pieno di fiducia. Come quella del Chievo, come quella di Di Carlo. Nonostante tutto. •

Alessandro De Pietro
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Serie A

CLASSIFICHE
RISULTATI
Inter
9
Bologna
7
Juventus
7
Napoli
6
Atalanta
6
Torino
6
Milan
6
Roma
5
Lazio
4
Genoa
4
Hellas Verona
4
Sassuolo
3
Cagliari
3
Brescia
3
Parma
3
Spal
3
Udinese
3
Lecce
3
Fiorentina
1
Sampdoria
0
Brescia - Bologna
3-4
Fiorentina - Juventus
0-0
Genoa - Atalanta
1-2
Hellas Verona - Milan
0-1
Inter - Udinese
1-0
Napoli - Sampdoria
2-0
Parma - Cagliari
1-3
Roma - Sassuolo
4-2
Spal - Lazio
2-1
Torino - Lecce
1-2