22 ottobre 2019

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10.09.2019

Chievo di lusso sulla tre quarti Vignato è l’asso nella manica

Emanuele GiaccheriniManuel PucciarelliEmanuel VignatoLuca GarritanoTrequartisti, che lusso: Marcolini sfoglia la margherita FOTOEXPRESS
Emanuele GiaccheriniManuel PucciarelliEmanuel VignatoLuca GarritanoTrequartisti, che lusso: Marcolini sfoglia la margherita FOTOEXPRESS

Marco Pacione, venticinque anni di appartenenza maturata al Chievo (e l’occhio sopraffino di chi ha vissuto una vita a contatto col pallone) l’ha anticipato: «Il futuro è nelle mani di Vignato», a condizione che «resti umile». Un’investitura che arriva dopo le mille altre degli ultimi anni. Un riconoscimento che rende ulteriore qualità al nuovo Chievo targato Marcolini. E un affascinante intrigo per il tecnico cui è stata affidata la missione-ricostruzione e che, a mercato chiuso (almeno fino a gennaio), si ritrova in organico un virtuoso in più cui delegare i compiti del fantasista. Una freccia in più da sistemare sulla tre quarti offensiva alle spalle degli stoccatori gialloblù. IL NOVE E MEZZO. Marcolini, a trattative ancora aperte, una sua prima scelta l’aveva fatta affidando a Manuel Pucciarelli il ruolo di suggeritore. Scelta adottata in Coppa Italia con discreti risultati già col Ravenna e risultanze ancora più confortanti a Cagliari, nonostante sconfitta ko ed eliminazione. Davanti al «Puccia», nelle formazioni titolari, sempre Stepinski e Meggiorini. Ora che l’ariete polacco ha scelto l’altra metà di Verona la formula potrebbe riproporsi anche con Djordjevic e il «Meggio». Ma qualcosa si è incrinato a Perugia, dove un paio di fatali imprecisioni davanti alla porta potrebbero aver eroso in parte l’autostima di Pucciarelli, finito poi per farsi inghiottire dalla ragnatela del nemico nel match con l’Empoli. L’idea del nove e mezzo non può certamente essere già tramontata. Ma a favore dell’attaccante c’è la possibilità di essere riciclato pure nel tandem offensivo: la compatibilità con uno qualunque degli altri specialisti gialloblù non è proprio in discussione. LA GARANZIA. Sfiorito (per ora) Pucciarelli, ad assumersi ruolo e responsabilità da trequartista - perlomeno nel secondo tempo contro l’Empoli - si è ritrovato Emanuele Giaccherini, cui non fanno certamente difetto né l’iniziativa, né l’inventiva e neppure l’abitudine a frequentare quelle zolle del campo. «Giak» era stato l’eletto nel ruolo con Maran, con D’Anna, pure con Ventura e con Di Carlo. Magari con la possibilità di andarsi a scegliere autonomamente la miglior posizione a seconda della partita o dell’avversario. Partendo da sinistra o bucando centralmente, solleticando l’istinto delle punte o infilandosi lui stesso negli spazi nei paraggi o dentro l’area. Probabilmente più disinvolto alle spalle degli attaccanti piuttosto che confinato a fare la mezzala di sinistra. Comunque un esempio di eclettismo illuminato, un lusso autentico per la Serie B in qualunque posizione lo si dirotti. Se la gamba lo sostiene - e adesso pare che sia proprio così - una mezza assicurazione sul risultato. L’EMERGENTE. Emanuel Vignato è l’asso che Marcolini si è trovato nella manica proprio quando tutti pensavano che del suo talento avrebbero beneficiato altri. Prima il Bayern, poi la Lazio, infine la Sampdoria: tutti a caccia del folletto impazzito, debordante di genialità, che proprio alla Lazio, nello scorso campionato, aveva servito una velenosissima punturina. In tutti i casi è mancato l’accordo col Chievo. Perché il Bayern ha giocato al ribasso, la Lazio è rimasta troppo coperta, la Samp ha sofferto l’instabilità societaria e probabilmente si è risparmiata l’affondo in attesa di tempi più propizi. Gennaio forse. Sta di fatto che almeno fino ad allora Vignato ha tutto l’interesse a regalare colpi e infiocchettare il curriculum anche tra i cadetti. Gli elementi aggiunti sono rappresentati dalla freschezza, dalla fame, dall’esuberanza giovanile. Anche nel suo caso il ragionamento scivola facile: in B può fare la differenza in maniera determinante. E consentire magari a Marcolini una piccola variante sul modulo, con lui e «Giak» assieme alle spalle dio un unico attaccante di ruolo. Meno punti di riferimento, una bella dose di estro. L’imprevedibilità al potere. L’OUTSIDER. Luca Garritano, 25 anni tutti tecnica e accelerazioni, è l’altra credibilissima opzione per macinare calcio dietro le punte. Già esterno d’attacco, poi mezzala anche con Marcolini, il calciatore cosentino può rappresentare l’ennesima soluzione per dare forza e soluzioni al modulo del Chievo. E proprio in quella posizione Garritano è stato impiegato anche sabato scorso, durante l’amichevole di Veronello contro la Primavera gialloblù di Mandelli. La versatilità gioca a suo favore, la disponibilità a galleggiare tra diverse porzioni di campo pure. Fase offensiva senza trascurare eventuali compiti di copertura, trequartista elastico o artista mascherato, fare voi. C’è abbondanza là davanti, nel laboratorio di Veronello: minimo comun denominatore la fantasia, Marcolini l’alchimista d’eccellenza. Già il test di Venezia, sabato pomeriggio, potrebbe scoperchiare qualche progetto di crescita rimasto finora in embrione. E, comunque vada, difficilmente sarà un insuccesso. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Francesco Arioli
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