29 settembre 2020

Sport

Chiudi

19.07.2020

Chievo, brividi e rimpianti L’epilogo è un tonfo nel buio

Renzetti esce a testa bassa dal campo di Castellammare FOTOEXPRESS
Renzetti esce a testa bassa dal campo di Castellammare FOTOEXPRESS

Se il Chievo vorrà un giorno rivedersi il film della sua stagione gli basterà prendere il dvd della partita di venerdì sera. Tutto in un’ora e mezza di lucida follia, in una notte vissuta sulle montagne russe. Dentro e fuori dai playoff, fino al punto più basso del decimo posto che sa tanto di sentenza anticipata. Quinto il Chievo, avesse solo i sei punti prima in tasca e poi scialacquati davanti alla Juve Stabia fra andata e ritorno. Incredibile, nonostante due gol di vantaggio di fronte ad un avversario mediocre e risultati che a lungo hanno sorriso ad Aglietti. Ottavo per una ventina di minuti, quando l’Entella ha cominciato ad alzare la voce a casa dell’Empoli rimontando due gol e mettendo una volta di più a nudo i limiti caratteriali di chi era partito coi favori del pronostico e che adesso della stagione è solo una delle grandi deluse. Proprio come il Chievo. Il treno correva veloce verso la sera, dopo che il Frosinone nell’anticipo col Pescara non era andato oltre il pari. Altro enigma della B, terra di incompiute. LA VARIABILE PISA. A lungo nono il Chievo, anche dopo il gol di Djordjevic perché l’Empoli per una volta pareva perfettamente centrato e finalmente capace di recitare il ruolo per cui è stato costruito d’estate e rafforzato a gennaio. Fare il proprio dovere a Castellammare era il minimo sindacale, visto il calendario delle altre. Anche se il vantaggio del Venezia con lo Spezia e quello doppio del Cosenza col Pordenone avevano fatto capire subito che per le prime non sarebbe stato un turno sereno. Col Cittadella reduce da tre ko di fila imbrigliato dall’Ascoli e la Salernitana che resisteva a Crotone. I primi venti freddi quando il Pisa col guizzo di Vido ha rotto il muro del Trapani e il Chievo s’è ritrovato a fianco la più in forma del post covid-19. Quattordici punti in sette gare, il cliente più scomodo di tutti. Intruso nell’alta fascia di classifica che nessuno s’aspettava. E una gran notizia non è stato neanche l’acuto della Salernitana di Ventura a Crotone, messaggio chiaro che ha ricordato una volta di più al Chievo che anche la settima piazza è ormai diventata meta complicata da raggiungere. Il peggio però doveva ancora venire. MILLE SALISCENDI. Un sussulto quando Dezi per la seconda volta prima dell’intervallo ha approfittato delle profonde falle della difesa dell’Empoli: 2-2, di nuovo nei playoff il Chievo. Ottavo col Pisa, con cui è pari negli scontri diretti ma avanti nella differenza reti. Dentro quindi, padrona del proprio destino. Tutto pareva volgere al bello, soprattutto al pari del Crotone che aveva permesso ad Aglietti di accorciare il divario con la Salernitana nelle ultime tre attesa da Empoli, Pordenone e Spezia. Tre ostacoli uno più duro dell’altro. Scenario promettente, mentre a Castellammare tutto taceva. La tempesta però era dietro l’angolo, nonostante l’Ascoli avanti a casa del pericoloso Cittadella non potesse che far piacere. Due punti di margine, immaginando il sorpasso già venerdì e il sesto posto a portata di mano. Ipotesi cancellata dal pareggio di D’Urso, ma tornata attuale allo squillo di Pinto che aveva restituito l’intero bottino all’Ascoli cinque minuti dopo che il Trapani aveva completato a Pisa la sua rimonta grazie a Piszczek, giustiziere di Semper al Bentegodi sette giorni prima. Da solo sull’ottavo gradino il Chievo. Bella sensazione, tanto più dopo il secondo squillo di Djordjevic. Il rigore della tranquillità, pareva. COLPI DI GRAZIA. Ottavo in beata solitudine per poco più di un quarto d’ora Aglietti, invece fuori dai giochi al pari della Juve Stabia e perfino decimo dopo la stoccata di Mallamo. Ribaltone completato. Per aumentare la dose di rimpianti anche la testata di Mancosu che ha steso l’Empoli, mai così fragile e a portata di mano. Con l’Entella di nuovo affiancata al Chievo. Disastro completo, ma mancava l’ultima goccia che facesse davvero traboccare il vaso. Ci mancava il colpo di reni del Pisa, al 92’. Il quattordicesimo timbro del campionato di Marconi, giusto per ricordare che avere uno da doppia cifra abbondante male non fa. Nono il Pisa, a tre punti il Chievo. Ad otto dal Pordenone e a nove dallo Spezia che il primo turno dei playoff oggi lo salterebbero. Dettagli, adesso il vero problema è entrarci. Diciotto punti nei 15 faccia a faccia contro le ultime otto, tabelle alla mano, valgono sì e no per salvarsi. Non per andare in Serie A e nemmeno per prolungare il cammino fino ad agosto. La Juve Stabia alla fine quasi non ci credeva. Dovesse salvarsi ringrazierà il Chievo in eterno. •

A.D.P.
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1

Serie A

CLASSIFICHE
RISULTATI
Napoli
6
Milan
6
Hellas Verona
6
Juventus
4
Sassuolo
4
Atalanta
3
Lazio
3
Inter
3
Bologna
3
Benevento
3
Fiorentina
3
Genoa
3
Cagliari
1
Roma
1
Udinese
0
Torino
0
Spezia
0
Sampdoria
0
Crotone
0
Parma
0
Bologna - Parma
4-1
Cagliari - Lazio
0-2
Crotone - Milan
0-2
Inter - Fiorentina
4-3
Napoli - Genoa
6-0
Roma - Juventus
2-2
Sampdoria - Benevento
2-3
Spezia - Sassuolo
1-4
Torino - Atalanta
2-4
Hellas Verona - Udinese
1-0