29 settembre 2020

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24.07.2020

Chievo all’ultima chiamata Ricetta? Vincere e sperare

Aglietti suona la carica: contro il Cittadella serve il pieno di punti
Aglietti suona la carica: contro il Cittadella serve il pieno di punti

Chiamatela finale, certo, l’ennesima. Oppure immaginate il capitolo finale, se la notte del Bentegodi dovesse prendere la piega sbagliata, la più amara. E anche in questo caso si tratterebbe dell’ennesima. Alternative comunque estreme, e mai così tanto, per il Chievo che stasera si gioca davvero il tutto per tutto con l’intenzione di riavvicinare - se non riagganciare - uno degli ultimissimi treni che veicolano verso la zona playoff. A quell’ottavo posto cioè difeso malamente a Castellammare di Stabia e che oggi sembra così lontano. Non tanto in termini assoluti (i tre punti di divario si possono divorare anche in 90’) quanto per la carenza di opportunità (soltanto tre le gare da qui alla fine) e per l’assembramento di concorrenti nelle zone alte. Col Cittadella - tosto ma discontinuo, segnalato ultimamente in caduta libera - non si può insomma sbagliare nulla, a dispetto delle distrazioni recenti e della necessità di Aglietti di attingere al serbatoio di giocatori, ormai semivuoto, di cui dispone. Infortuni e squalifiche, limitate opzioni di riserva, l’obbligo di fare il meglio - quindi come detto di vincere - nonostante un organico ridotto davvero all’essenziale. Oltre che stremato, in alcuni suoi interpreti, dalla lunga e logorante volata estiva. Senza contare che il «Citta», pur reduce da quattro imbarcate consecutive (con cinque gol fatti e ben dieci subiti) osserva ancora i gialloblù da una posizione di privilegio, sesto con cinque tacche di vantaggio. Aglietti, nel consueto colloquio a porte chiuse di Veronello, registrato dall’ufficio stampa del club, non ha ovviamente bisogno che i concetti gli vengano ripetuti. E presumibilmente il medesimo discorso vale anche per la squadra, reduce da qualche giorno di ritiro, a Veronello, servito soprattutto «per ritrovare serenità e rialzare la concentrazione», puntualizza l’allenatore gialloblù. Che si sforza di proiettare il gruppo esclusivamente sull’obiettivo: «Sì, bisogna soltanto guardare avanti», spiega. «Le ultime due partite hanno lasciato tanto amaro in bocca ma noi non possiamo più guardarci indietro e cercare piuttosto, da oggi in poi, di fare comunque meglio sotto l’aspetto dell’attenzione, della concentrazione. Non riusciamo a raccogliere per quanto seminiamo ma questo l’abbiamo già detto. Quindi poche chiacchiere e cerchiamo di fare il risultato a tutti i costi, ricordandoci bene quello che abbiamo sbagliato. Troppi i punti lasciati per strada...», ribadisce. Chiarendo una volta di più che «senza la vittoria credo che diventerebbe quasi impossibile riuscire ad entrare nei playoff». Quindi «rispetto degli avversari sempre massimale» con la raccomandazione ai suoi che «la partita dovremo impostarla e gestirla noi». Con Obi e Cotali in più ma ancora orfano di Vaisanen, oltre che, ovviamente, di Giaccherini, uscito malconcio dalla notte di Castellammare. Un occhio al campo e un altro ai telefonini, sperando che arrivino buone nuove in particolare da Cosenza - dove è il Pisaa rischiare - e dall’Arechi, dove Salernitana ed Empoli potrebbero finire per annullarsi. Il Chievo non è più arbitro esclusivo del proprio destino, insomma, e sa di non avere più paracadute, anzi. Lo slogan resta «vincere e sperare», nell’attesa di tirare le somme del 90’. •

Francesco Arioli
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Serie A

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RISULTATI
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6
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6
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Sassuolo
4
Atalanta
3
Lazio
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Inter
3
Bologna
3
Benevento
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Genoa
3
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Roma
1
Udinese
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Spezia
0
Sampdoria
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Crotone
0
Parma
0
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4-1
Cagliari - Lazio
0-2
Crotone - Milan
0-2
Inter - Fiorentina
4-3
Napoli - Genoa
6-0
Roma - Juventus
2-2
Sampdoria - Benevento
2-3
Spezia - Sassuolo
1-4
Torino - Atalanta
2-4
Hellas Verona - Udinese
1-0