11 agosto 2020

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08.07.2020

Chievo? Addio inaspettato Ma ho un contratto per la A

Bostjan Cesar, 38 anni domani, celebra il primo gol in maglia Chievo, segnato al Cesena FOTOEXPRESSLa sua seconda rete per il Chievo in mischia contro il Bologna
Bostjan Cesar, 38 anni domani, celebra il primo gol in maglia Chievo, segnato al Cesena FOTOEXPRESSLa sua seconda rete per il Chievo in mischia contro il Bologna

Di notte, di agosto. In coppia con Marco Andreolli. Dieci anni fa iniziava così l’avventura di Bostjan Cesar al Chievo. Esordio in A contro il Catania. Storia finita pochi giorni fa quando non c’è stato rinnovo (Cesar andava in scadenza il 30 giugno). «A sorpresa» dice lui dalla Croazia, «non me l’aspettavo». Trentotto anni oggi. Compleanno di relax. Anche se l’arcigno difensore sloveno avrebbe preferito sostituire il senso di lontananza dal suo mondo, alla fatica del campo. “Boss“ avrebbe voluto spingersi oltre anche quest’anno. Fino alla fine. Per conquistare il pass play off, che potrebbe valere il ritorno in serie A. E, invece, il Chievo ha deciso di fare a meno di lui per gli ultimi mesi di fatica dopo il lockdown. Cesar, con il Chievo è finita prima di quanto si aspettasse? Ci sono rimasto male per come è finita. Mi è stato comunicato un giovedì mattina. E non me l’aspettavo. Si è chiesto perché è andata a finire così? Semplice: hanno deciso che non si andava avanti insieme. E la scelta mi è stata comunicata. Da chi è arrivata la comunicazione? Il presidente Campedelli? De Giorgis? Ho parlato con De Giorgis e mi ha detto che la scelta era condivisa con il presidente e l’allenatore. Dopo dieci anni di Chievo, dopo tutto quello che abbiamo vissuto insieme, mi aspettavo qualche cosa di diverso. Ho dato tanto per la società, per i compagni, per la causa. Verona è diventata la mia seconda casa. E qui voglio restare ancora, perché mi sono trovato molto bene in città. Lei dice: mi aspettavo qualche cosa di diverso. Cosa intende? Mi sarebbe piaciuto poter parlare con il presidente. Abbiamo condiviso tanti anni e sarebbe stato bello ricevere almeno una sua telefonata. Finita oggi. Ma il suo contratto parla di un’opzione in caso di promozione in serie A del Chievo. L’addio, dunque, non è ancora da considerarsi definitivo. Certo, io ho un’opzione se il Chievo va in serie A: il mio contratto si prolunga di un altro anno. E se siamo promossi...io sono ancora un giocatore del Chievo Intanto, le restano dieci anni da ricordare. Il primo flash? L’esordio in serie A contro il Catania, subito con una vittoria (2-1 il 29 agosto 2010, ndr). E dopo i miei primi gol con la maglia del Chievo al Cesena (2-1 per i gialloblù) e a Bologna (partita persa 2-1 al 90’ con rete di Di Vaio). Ma poi ci sono le battaglie, le persone, passate, le gioie, pure i momenti tristi. Un mondo che ti resta addosso. E che non volevo se ne andasse così in fretta. Il podio degli attaccanti finiti sotto la sua marcatura? Eto’o, una velocità incredibile. E poi Ibra, che ha grandissima forza e talento. E pure Ronaldinho, giocatore di un altro livello. Il ricordo tra i ricordi? Le salvezze. Mai scontate con il Chievo. Festeggiate sempre come una grande impresa. Il Chievo mi ha dato senso di appartenenza e il piacere di soffrire insieme ai miei compagni. Per questo mi manca tanto. Se la sente di scegliere il suo compagno di viaggio lì al centro della difesa? Dainelli. Un grande giocatore e un grande uomo. Anche se non lo vedevo sapevo che c’era sempre. E al posto giusto nel momento giusto. Io potevo uscire che lui, in caso di errore, avrebbe rimediato. C’è sempre stata grande sintonia tra di noi. E mi è sempre piaciuta anche la grandezza dell’uomo. Il Chievo, oggi, resta in corsa per la A. Pregi? Ha grandi potenzialità. Ha dimostrato che può mandare in difficoltà chiunque. Ma la B è strana. Se prendi male la partita, perdi e ci resti male Difetti? Le pause. Abbiamo lasciato per strada troppi punti. E questa è una cosa che può pesare soprattutto quando la classifica è corta. Ci siamo resi conto che, alla minima scivolata, hai tutti addosso. Ma è contro le piccole che non possiamo sbagliare. Poi, ai playoff è tutto aperto. Con Aglietti ha avuto modo di parlarsi? No, non ne abbiamo più parlato. Cesar, se il Chievo va in serie A allora... Mi presento anche io, per forza. Lo dice il contratto.

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