20 agosto 2019

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10.02.2019

Chievo, abbagli e infortuni In difesa è allarme rosso

Dzeko danza in area e poi infila Sorrentino: la rappresentazione delle difficoltà difensive del Chievo
Dzeko danza in area e poi infila Sorrentino: la rappresentazione delle difficoltà difensive del Chievo

Dodici gol nelle ultime quattro partite, la lunga sequenza di giocatori adattati al ruolo che si perpetua, la necessità di far fronte alle indisponibilità che costringe ad affrettare i recuperi o a restituire campo ad altri - vedi il caso di Frey - lasciati a lungo da parte. Quindi, inevitabilmente, a corto di condizione. Mimmo Di Carlo insegue miracoli ma la cattiva sorte - alleata alle note ristrettezze dell’organico - continua a giocargli contro. E all’orizzonte si profila un altro scontro dalle parvenze vitali che andrebbe preparato con uno stato di salute decisamente diverso, segnatamente nel reparto arretrato. LA MEDIA PIANGE. Errori, sviste, cadute di attenzione, meccanismi da perfezionare: la sconfitta di venerdì, al Bentegodi, con la Roma, ha evidenziato antiche lacune che i giochi di prestigio del tecnico di Cassino non sono state in grado di mascherare. L’impiego da titolare di Nicolas Frey, recuperato alla causa dopo lunghissima anticamera, rappresentava un ovvio azzardo ma è chiaro che Di Carlo non aveva troppe opzioni cui fare riferimento. Sono arrivati altri tre gol (al passivo), la Roma ha imperversato per lunghi tratti, forte della propria esuberanza tecnica e fisica, colpendo pure un paio di pali. E dove non hanno provveduto i montanti ci ha messo le mani Sorrentino. Insomma: al di là della crescita della manovra d’attacco, l’anticipo con i giallorossi ha ribadito le carenze strutturali del reparto, che infatti sta denunciando un pericoloso scivolamento verso il basso rispetto alla media delle reti incassate. In questo senso il torneo della squadra della Diga si potrebbe dividere in quattro fasi: quella di D’Anna (19 gol presi in 8 partite), quella di Ventura (11 in 4), la prima parentesi di Di Carlo (5 in 7) e, appunto, l’ultima, quella del 2019. Lo sfasamentoultimo vale 3 reti incassate ogni 90’, il quadruplo rispetto alle precedenti sette partite. Una media peggiore, in ogni caso, anche di quella delle gestioni D’Anna e Ventura. Come già detto e scritto, la coperta, tirata verso la tre quarti d’attacco, lascia scoperto il fronte opposto. E gli esiti sono decisamente sconfortanti. INDISPONIBILITÀ. Naturale che all’origine degli scompensi, ben oltre le variazioni tattiche, ci siano - come premesso - le numerose, ripetute, gravi indisponibilità. La massima rappresentazione del problema ha l’identikit di Nenad Tomovic, che a inizio stagione era in qualche modo designato a trasformarsi nel leader del reparto. Purtroppo però il serbo, afflitto da una serie interminabile di grane muscolari, ha dovuto sottrarsi alla convocazione ben undici volte su ventitrè, finendo in panchina in tre casi, anche per onor di firma. Poi un tempo col Frosinone, la gara dell’Allianz Stadium con la Juve e mezzora con la Fiorentina prima della nuova resa. Centrale o terzino che lo si voglia impiegare, la falla che sta lasciando è evidentemente pesantissima. Per lui, titolare virtuale, appena 700’ di campionato, come evidenziato nella tabella in alto a destra. Ma gli allenatori succedutisi sulla panchina gialloblù hanno dovuto scontrarsi anche con i guai di Cacciatore (7 presenze prima di emigrare) e poi Jaroszynski, ora Depaoli e Frey. Con relative forzature sui moduli e sulle scelte degli uomini. LA DACIA ARENA. Il mirino è già puntato su Udine, dove domenica prossima i gialloblù vivranno l’ennesimo scontro cruciale da non fallire. Almeno in teoria. Perché punti, in altre situazioni chiave, ne sono stati già sprecati parecchi. Il calendario in ogni caso offre un’altra occasione di risalita, a dispetto delle complicate condizioni della rosa. Difficile, in questo momento, ipotizzare i rientri di Depaoli e soprattutto Frey. E allora, in assenza di terzini veri, potrebbe essere l’occasione per riproporre una linea difensiva a tre - Bani, Rossettini e Barba - alzando Schelotto a centrocampo assieme a Rigoni, Dioussè ed Hetemaj. O Jaroszynski. Davanti Giaccherini con Stepinski e uno fra Djordjevic e Meggiorini. L’obiettivo di colpire e una rinnovata attenzione difensiva. Non tutto, forse, è ancora perduto. •

Francesco Arioli
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Serie C - Girone B

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Cesena
0
Fano A.j.
0
Feralpi Salò
0
Fermana
0
Gubbio
0
Imolese
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L.r. Vicenza Virtus
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Modena
0
Padova
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Piacenza
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