23 febbraio 2020

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10.01.2020

Chievo, è ritorno all’antico Ongenda cerca la nuova vita

Hervin Ongenda ai tempi della sua militanza al Paris Saint Germain
Hervin Ongenda ai tempi della sua militanza al Paris Saint Germain

Nasser Al-Khelaifi, lo sceicco proprietario del Psg, un giorno gli prese una casa vicino al centro sportivo per evitare che arrivasse tardi agli allenamenti. Qualche volta era successo, a quel punto meglio tagliare la testa al toro. A Parigi veniva trattato coi guanti Hervin Ongenda. E quando nel 2013 si trattò di snellire la rosa il grande Laurent Blanc preferì spostare Rabiot, mandato a maturare al Tolosa, piuttosto che privarsi di quel ragazzino tutto dribbling e fantasia che nelle giovanili aveva inanellato record in serie e che ai primi passi coi grandi non se l’era cavato affatto male duettando con Ibrahimovic, Cavani, Pastore, Lavezzi, Matuidi, Thiago Motta e compagnia. Una parabola particolare la sua, fra vette altissime e pericolosi burroni. Senza mezze misure. VECCHI CRITERI. L’arrivo di Ongenda sa tanto di antico. Profuma di passato, riavvolge il nastro a vecchie epoche in cui al Chievo veniva facile rastrellare il mercato anche d’Europa e riabilitare giovani precipitati nell’anonimato o campioni che parevano alla frutta. Specchiarsi nell’Ongenda dei tempi del Psg sarebbe fuorviante, perché da allora di acqua sotto i ponti ne è passata parecchia. Senza più troppi squilli, con un cammino ristretto ad appena sei partite da titolare col Bastia, sei quando il Psg lo riportò a casa, tre in Olanda allo Zwolle e due al Murcia nella Seconda divisione di Spagna prima degli incoraggianti segnali mandati da Botosani, dal nord della Romania, ultima tappa di un viaggio fatto di salite una dietro l’altra. Il Chievo proverà ora a rispolverarne il talento fatto di visione di gioco, facilità nel saltare l’uomo e un bel destro pure su punizione. Promettenti gli ultimi mesi, anche se il Chievo preferisce andarci cauto. Accordo per sei mesi, quindi un’opzione per le successive due stagioni. Ongenda è a Verona ormai da giorni ma alla casella di posta certificata della società ieri non era ancora arrivato il file con le firme del Botosani. E senza quelle il Chievo non può depositare il contratto. Problema comunque di poco conto, visto che la Serie B è ferma nel fine settimana. Vignato, diretto a Bologna, ieri s’è regolarmente allenato a Veronello. L’operazione però è di fatto chiusa. SANGUE FREDDO. Ongenda ha spunti e visione periferica ma fa pochi gol, quelli che il Chievo vorrebbe tanto aggiungere a gennaio al di là delle garanzie che intendono regalare Djordjevic e Giaccherini adesso di nuovo a posto. Millico, ieri sera col Torino in Coppa Italia contro il Genoa, si sbloccherà solo quando avrà allungato il contratto. I tempi non saranno così brevi, anche se l’obiettivo resta parecchio concreto e neanche troppo lontano da centrare. In scadenza proprio come Ongenda c’è Armenteros che il Benevento sta offrendo in giro. Carta spendibile come quella di Pettinari, pensiero costante di luglio quando il Chievo ancora tutto in costruzione venne anticipato dal Trapani che se ne assicurò il prestito dal Lecce. Su Pettinari ora è piombato anche lo Spezia. Vuole valutare bene il Chievo, deciso a capire fino in fondo il valore di Ceter e di fronte ad un mercato anche interessato ma non ancora così deciso nei confronti di Pucciarelli, legato al Chievo per un anno e mezzo ancora e per adesso soltanto adocchiato dal Pescara senza nessun affondo. Da risolvere anche la questione della porta che il Chievo occuperebbe volentieri con il ritorno di Seculin che però dalla Samp ancora non s’è mosso. Più periferico il sentiero che conduce a Mauro Vigorito nella lista dei partenti del Lecce. Gli occhi di Pellissier sono però anche a centrocampo dove non si sblocca ancora il passaggio di Crnigoj, lo sloveno in uscita dal Lugano. Per le fasce piace sempre l’argentino Casasola, già con Marcolini ad Alessandria, adattabile a sinistra ma di piede destro. Dalla Lazio se ne andrà, ma per il terzino il Chievo vuole prima capire quel che il mercato offre e parametrarlo coi progressi di Cotali. •

Alessandro De Pietro
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Serie A

CLASSIFICHE
RISULTATI
Juventus
60
Lazio
56
Inter
54
Atalanta
45
Roma
39
Napoli
36
Milan
36
Hellas Verona
35
Parma
35
Bologna
34
Cagliari
32
Sassuolo
29
Fiorentina
29
Torino
27
Udinese
27
Lecce
25
Sampdoria
23
Genoa
22
Brescia
16
Spal
15
Atalanta - Sassuolo
Bologna - Udinese
1-1
Brescia - Napoli
1-2
Fiorentina - Milan
1-1
Genoa - Lazio
Hellas Verona - Cagliari
Inter - Sampdoria
Roma - Lecce
Spal - Juventus
1-2
Torino - Parma