22 ottobre 2019

Sport

Chiudi

18.09.2019

Cesar, il gladiatore ritrovato Il Chievo può contare sul Boss

Bostjan Cesar è un pilastro della difesa del Chievo, qui nella sfida contro il Venezia FOTOEXPRESS
Bostjan Cesar è un pilastro della difesa del Chievo, qui nella sfida contro il Venezia FOTOEXPRESS

Il professore è tornato. Tirato a lucido. Motivatissimo. Bostjan Cesar è di nuovo il padrone della difesa, di una linea di cui è stato alto garante al Chievo per 227 partite. L’ultima a Venezia gli è servita per ripassare un manuale che lui stesso ha contribuito a scrivere negli anni di gloria ma anche dopo. Con aggiornamenti silenziosi, quand’era la guida di tutti anche se finito in un angolino. Quando le sue urla facevano comunque tremare Veronello anche per il movimento di un compagno ritardato di mezzo secondo. Un dolce riscaldamento sabato a Sant’Elena, prima delle grandi battaglie. Degli avversari di altro lignaggio. Sabato il Pisa, poi la Salernitana, più avanti Frosinone, Cremonese e il Benevento dell’amico Hetemaj. Se i problemi alla schiena che gli hanno tolto tutto il precampionato lo lasceranno in pace dal cuore dell’area Cesar non si muoverà fino a maggio. Valore necessario per il Chievo ma anche per gli altri. Perché nessuno come lui può indirizzare Vaisanen, scuotere Leverbe, educare Rigione, prendere per mano Colley, istruire tutti gli altri. Attaccanti e centrocampisti compresi. Partito Tomovic il suo peso è andato via via aumentando, in parallelo con l’estate di tormenti della società. In mezzo a tanta incertezza lui era uno di quelli su cui poter sempre contare. Trentasette anni e sentirli appena, malanni di stagione a parte, senza più la ruggine accumulata in passato. Almeno prima di Di Carlo, quand’era l’ultima delle scelte. Quando al massimo andava in panchina. Spesso senza mai alzarsi. SEMPRE AL TOP. Il maestro è sempre lì. Sornione, severo, duro. Per tutti è il «Boss», per Marcolini molto più del compagno incrociato nel 2010. Cesar aveva appena finito di giocare il Mondiale in Sudafrica, lui cominciava già a ragionar da allenatore. Rileggendosi le ultime fatiche della sua vita da grande mezzala. In comune è rimasta a tutti e due la passione per il Chievo, l’aria rassicurante, le idee chiare. Era in scadenza Cesar. La rivoluzione che pareva non dovesse risparmiar nessuno ha tenuto invece conto di gente come lui. Di uomini con le spalle larghe, di persone valorose, di capitani veri. Non è uno qualsiasi Cesar. Lui è la leggenda della Slovenia, quindici anni di nazionale e 101 presenze. Un immortale. Fino all’ultimo giorno fiero e irriducibile, un muro pure a Wembley davanti ad Harry Kane dopo aver visto passare dalle sue parti i più grandi centravanti del mondo. Quasi sempre da sfavorito. Se i test non mentono Cesar è ancora un grande atleta. Meticoloso in tutto quel che fa. Dalla tavola alla palestra, fino alla vita privata. Un orologio svizzero, trentasettenne solo all’anagrafe. Perché il chiodo dove un giorno appenderà le sue scarpe per adesso nemmeno s’intravede. LEADER MASSIMO. Il piano ce l’ha già in testa. Un grande campionato ora, poi un altro, quindi i saluti, gli abbracci e i tributi che meritano solo i grandi. Quelli come Pellissier. E come lui. Un pro forma il contratto, con Luca Campedelli è bastata una stretta di mano o poco più. Davanti alla Serie A qualcosa per strada può anche lasciare, ma in B uno con quel passato e ancora perfettamente integro non può che comandare pur senza alzare la voce. Come a Venezia, aspettando test più impegnativi. Lui in difesa, Obi davanti. Asse d’acciaio davanti a Semper. Non c’è di meglio in giro. Ha dato stabilità Cesar. Con la forza della semplicità, dispensata ai giovani compagni che ha preso in custodia fin da subito. Irrobustendo pure i muri dello spogliatoio, perché nel manuale che porta la sua firma non c’è solo la tattica difensiva ma anche chiare regole di comportamento. La disciplina prima di tutto, il rispetto, l’impegno feroce. Ancora una volta Cesar ha fatto parlare il lavoro, spesso correndo da solo quest’estate perché la schiena certo non gli ha dato una mano. A Venezia non s’è mossa foglia in area, a parte qualche mischia. Anche grazie a lui. Cesar è di nuovo al suo posto. •

Alessandro De Pietro
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1

Serie A

CLASSIFICHE
RISULTATI
Juventus
22
Inter
21
Atalanta
17
Napoli
16
Cagliari
14
Roma
13
Lazio
12
Parma
12
Fiorentina
11
Torino
10
Udinese
10
Milan
10
Bologna
9
Hellas Verona
9
Lecce
7
Sassuolo
6
Brescia
6
Spal
6
Genoa
5
Sampdoria
4
Brescia - Fiorentina
Cagliari - Spal
2-0
Juventus - Bologna
2-1
Lazio - Atalanta
3-3
Milan - Lecce
2-2
Napoli - Hellas Verona
2-0
Parma - Genoa
5-1
Sampdoria - Roma
0-0
Sassuolo - Inter
3-4
Udinese - Torino
1-0