29 settembre 2020

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28.07.2020

Atto di forza

Dickmann a duello con un avversario FOTOEXPRESSFesta Chievo per il gol di Garritano e per i tre punti in casa del Benevento FOTOEXPRESS
Dickmann a duello con un avversario FOTOEXPRESSFesta Chievo per il gol di Garritano e per i tre punti in casa del Benevento FOTOEXPRESS

BENEVENTO Colpaccio centrato, missione compiuta. E nemico scappato, vinto e battuto, per dirla alla De Gregori. O per raccontarla alla moda di Aglietti, che torna mago a Benevento e guida il suo Chievo a un successo che sconvolge - in positivo - il senso di un campionato. E schiude un finale molto promettente e ancora tutto da riscrivere. Il tema di dieci giorni fa, dopo l’imprevedibile capitombolo di Castellammare, va preso e appallottolato. Fogli da strappare e da cestinare. Senza indugio. La prestazione del «Ciro Vigorito» riconsegna alle stampe un romanzo del tutto nuovo e avvincente. Con gli sconfitti di ieri che adesso hanno lo sguardo degli eroi. E la depressione che si è fatta da parte per trasformarsi in euforia. Così quel decimo posto, a meno 3 dalla zona playoff, oggi ha le fattezze di una sorprendente (eppure strameritata) sesta posizione, che non solo garantirebbe il passaggio agli spareggi promozione ma assegnerebbe pure ai gialloblù qualche prezioso bonus. Da non sprecare venerdì, quando al Bentegodi transiterà il Pescara, per l’ultima gara della stagione regolare. Vittoria doveva essere, insomma, e vittoria è stata. Per quanto dura, faticosa si sia rivelata la sfida con la capolista, promossa da tempo ma non proprio disposta a concedersi e concedere. Tuttavia sorpresa dall’avvio garibaldino di Djordjevic e soci, che esauriscono presto le prove per entrare splendidamente in scena. La fascia aggredita è la destra, l’incursore scelto Damir Ceter, il tocco letale di Luca Garritano, rientrato dalla squalifica giusto il tempo di sistemare il suo primo piano in cartellone. Chievo avanti dunque ma Benevento determinato a mantenere l’imbattibilità casalinga e a regalare altri sorrisi a una città nella quale si respira l’onda lunghissima del primato. Con vessilli giallorossi appesi ovunque, a finestre e balconi. C’è l’ex Hetemaj a governare i ritmi, c’è una squadra abbondante in qualità e quantità a prendersi spazi di campo sempre più estesi. Ma c’è pure un Chievo che fa densità, che accorcia le linee. Che si riscopre gruppo più di sempre. Tutti per uno e uno per tutti, ordinatamente dietro la linea della palla, concentrati e aggressivi. Il problema sono le lancette di quel cronometro che consumano i minuti con odiosa lentezza. Più ancora dopo l’intervallo, quando la pressione altrui si fa sempre più convinta e insistente. Il Chievo avrebbe, a dirla tutta, le sua brave opportunità per chiuderla. Almeno un paio di volte. Anche concedendo il possesso alle «streghe». Che pungono, sì, ma in porta non ci arrivano mai. Merito della solidità della difesa, dell’elasticità della mediana, del sacrificio estremo delle punte. Troppo importante la vittoria. La corsa continua. •

Francesco Arioli
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Serie A

CLASSIFICHE
RISULTATI
Napoli
6
Milan
6
Hellas Verona
6
Juventus
4
Sassuolo
4
Atalanta
3
Lazio
3
Inter
3
Bologna
3
Benevento
3
Fiorentina
3
Genoa
3
Cagliari
1
Roma
1
Udinese
0
Torino
0
Spezia
0
Sampdoria
0
Crotone
0
Parma
0
Bologna - Parma
4-1
Cagliari - Lazio
0-2
Crotone - Milan
0-2
Inter - Fiorentina
4-3
Napoli - Genoa
6-0
Roma - Juventus
2-2
Sampdoria - Benevento
2-3
Spezia - Sassuolo
1-4
Torino - Atalanta
2-4
Hellas Verona - Udinese
1-0