29 maggio 2020

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02.03.2020

Aglietti, Verona nel destino Il Chievo gli chiede la serie A

Alfredo Aglietti debutterà mercoledì sera ad Ascoli FOTOEXPRESSL’occasione capitata a Djordjevic contro il Livorno FOTOEXPRESS
Alfredo Aglietti debutterà mercoledì sera ad Ascoli FOTOEXPRESSL’occasione capitata a Djordjevic contro il Livorno FOTOEXPRESS

Aglio dei miracoli. Così aveva lasciato Verona a giugno. Con un’autentica impresa sportiva in tasca: una promozione raggiunta ai play off, tutt’altro che annunciata. Poi, però, il suo sogno è svanito. L’Hellas ha scelto Ivan Juric per la serie A. E Alfredo Aglietti si è trovato senza squadra. Nove mesi dopo, ancora Verona. Stavolta il Chievo, che gli ha consegnato un contratto di un anno e mezzo (inizialmente si era parlato di sei mesi di contratto con rinnovo automatico per la stagione successiva in caso di promozione). MISSIONE A. Per inseguire ancora la serie A, che manca all’allenatore Aglietti. E per dare una sterzata alla stagione del club della Diga. Non ancora scappata. Visto che i gialloblù si trovano comunque all’ottavo posto, l’ultimo utile per entrare in gioco nei play off. Alfredo Aglietti, classe 1970, porta con sé il vice Cesar Vinicio Cervo de Luca, già giocatore del Chievo dal 2003 al 2005 e dal 2007 al 2009, e il preparatore atletico Daniele Sorbello. Già ieri Aglietti ha sostenuto il suo primo allenamento a Veronello. Avrà due giorni di tempo per preparare la trasferta di Ascoli, debutto da ex allo stadio Del Duca. CAMBIO DI REGISTRO. Il Chievo gli chiede la serie A. Una seconda parte di stagione in crescendo ed un’entrata nei play off da posizione possibilmente più nobile. Aglietti ha dato il meglio di sé al Verona. Guida silenziosa e carismatica, nessun stravolgimento tattico iniziale. Pochissimo tempo per cambiare le carte in tavola. Grande impatto emotivo sulla squadra. Ed un finale di stagione in crescendo. PERCORSO. Chievo, rappresenta per Aglietti, la settima esperienza alla guida di una squadra cadetta. Due stagioni ad Empoli, due a Novara, tre anni alla Virtus Entella, con l’intermezzo di Ascoli. Quindi, il maggio veronese. Ricordo freschissimo, una promozione esaltante. Trova il 4-3-1-2 come modulo di partenza del Chievo. Tre giocatori in infermeria: Garritano, Ongenda e Ceter, con Di Noia verso il rientro. Il suo primo Chievo, per forza di cose, non potrà cambiare anima. All’Hellas, Aglio, dimostrò di saper lavorare molto bene sulle teste, sugli uomini, sui dettagli, poi sul modulo. Una cura per una eventuale depressione. STRATEGIA. Aglietti lavora sui leader, sul talento, sugli incompiuti, sugli inespressi. Giaccherini e Meggiorini possono dimenticare riferimenti, insieme a Cesar, nella sua idea “monolitica“ di calcio. Vignato, da qui alla fine della stagione, diventa scommessa da vincere. Esposito regista da valorizzare, Obi guerriero da rigenerare. Aglio è uomo da rivoluzione silenziose. All’Hellas ha avuto molto meno tempo di quello che avrà a disposizione adesso con il Chievo. Il calendario ricorda che le sue prime tre partite saranno contro Ascoli, Cosenza e Crotone. Due trasferte complicate ed una gara casalinga contro i Lupi della Sila. PAROLE. Situazione diversa, quella che trovò all’Hellas, dove era necessario arrivare al “tutto e subito“. Aglietti, però, nel suo credo ha «il senso collettivo della sofferenza. E pure la disponibilità con la quale tutti devono accettare di vivere la squadra. Non sono i numeri sulla lavagna a fare la differenza». Il resto, il nuovo allenatore del Chievo, lo dirà nella sua prima conferenza stampa da allenatore dei gialloblù della Diga. Più probabile nella giornata di domani. Ad Ascoli si presenterà un Chievo in divenire. Aglio e... peperoncino? Lo dirà il campo. •

Simone Antolini
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Serie A

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Roma
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Napoli
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Milan
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Genoa
25
Lecce
25
Spal
18
Brescia
16
Cagliari - Roma
3-4
Juventus - Inter
2-0
Lazio - Bologna
2-0
Lecce - Atalanta
2-7
Milan - Genoa
1-2
Napoli - Torino
2-1
Parma - Spal
0-1
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2-1
Sassuolo - Brescia
3-0
Udinese - Fiorentina
0-0