14 luglio 2020

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01.05.2020

Aglietti, la porta è... scoperta E balla un pezzo di mediana

Jacopo Segre, colonna del Chievo, è destinato a rientrare al TorinoEmanuele Zuelli
Jacopo Segre, colonna del Chievo, è destinato a rientrare al TorinoEmanuele Zuelli

Pavoni in porta, Vaisanen e Leverbe centrali, Pavlev a destra, Cotali a sinistra. E poi Obi davanti alla difesa, Di Noia e Garritano interni, quindi il tridente con Giaccherini, Djordjevic e Morsay. Più sei di riserva fra Rigione, Ivan, Karamoko, Zuelli, Rovaglia e Grubac. Tutti sotto contratto. Diciassette quelli del Chievo che potrebbero anche ignorare la scadenza del 30 giugno. Con gli altri a guardare e nulla più. Chi svincolato, chi dal primo luglio in viaggio verso le vecchie società di appartenenza. IN BILICO. Aglietti avrebbe l’interrogativo del portiere, con Semper alla sua seconda stagione di prestito dalla Dinamo Zagabria e un diritto di riscatto ad un milione e mezzo per ora congelato. Anche Nardi, il dodicesimo, sarebbe fuori dai giochi. Con altri due mesi di accordo seppur con opzione di rinnovo, appendice che vale una corsia preferenziale per il prossimo campionato. Valore aggiunto ad esempio inserito nel contratto di Cesar, accontentato quasi in pieno quando a primavera di un anno fa, col Chievo ormai in B, si fece avanti garantendo ancora due annate di buon livello e a qualsiasi condizione. Una se l’è assicurata, l’altra non è affatto esclusa. Più sostanzioso il vincolo con Cesar che con Frey, altra colonna dello spogliatoio che l’opzione non ce l’ha. Come Renzetti, addizione di gennaio dalla Cremonese per colmare il vuoto della sinistra che ha cominciato ad occupare già col Venezia, pochi giorni dopo aver messo piede a Veronello. La zona mancina fra poco resterà ancor più vuota. NODI SOTTILI. Un caso a parte è Meggiorini, anche lui in scadenza, con un prolungamento quasi naturale visto il suo vissuto al Chievo. Anche se di scritto non c’è nulla. Prestiti secchi sono quelli di Dickmann dalla Spal, di Ceter dal Cagliari ma anche di Vignato, da gennaio di proprietà del Bologna. Il Chievo s’è tenuto un’opzione per Colley, il ventunenne difensore libero dal Chelsea e con un contratto di un anno appena che di spazio finora ne ha trovato soltanto con la Primavera. Particolare il caso di Ongenda, che fra i primi mesi al Botosani, una condizione fisica poi da ritrovare, gli infortuni e lo stop al campionato di fatto s’è visto per pochi lampi. Solo nel finale ad Empoli. Senza poter avere il Chievo materiale sufficiente per poterlo soppesare a dovere e decidere se far valere o meno l’opzione che nasconde due anni di intesa. Partita persa in partenza quella attorno ad Esposito, perché la Spal ha il controriscatto e l’intenzione di inserirlo nel prossimo organico al di là della categoria. Identica la posizione di Segre che il Torino farà girare ancora ma che intanto riporterà a casa. A fine corsa Isufaj così come Mbaye che a gennaio ha rifiutato la Fermana. Rimasti in casa, a cibarsi solo di allenamenti. Parametri zero fra qualche settimana. GIGANTI E GREGARI. Variegato anche il quadro dei giocatori sotto contratto a lungo termine. Campioni e prospetti interessantissimi. Obi e Djordjevic saranno del Chievo fino al 2021, entrambi con un’opzione in mano per l’anno successivo al contrario di Giaccherini. L’uomo decisivo per eccellenza. Nomi da Serie A più preziosi pedalatori, valorose pedine come Di Noia che dopo il serio infortunio al ginocchio destro di aprile di un anno fa era tornato alla grande segnando contro la Cremonese. Responsabilizzato oltre che da Marcolini pure da Aglietti, anche quando a far i capricci è stato anche l’altro ginocchio. Servirà la sua sostanza per allattare la mediana del Chievo, compito che in teoria potrebbe toccare pure a Karamoko, spesso sul punto di vedere il campo da vicino ma toccato in B solo agli sgoccioli della contesa col Cosenza. Protetto il Chievo soprattutto dietro. Con Vaisanen e Leverbe che a Veronello, contratto alla mano, potrebbero restare fino al 2022. Come Pavoni, terzo portiere dopo la partenza di Caprile verso Leeds. E come Morsay, intuizione di gennaio di Pellissier, goccia di talento per la zona di sinistra. Rapidità e dribbling, elementi in abbondanza nel suo bagaglio, potrebbero risultare utilissimi ad Aglietti. Dorme su sette cuscini anche Garritano, in scadenza nel 2023, pezzo grosso di un paniere di cui fanno parte pure Cotali, Rigione ed Ivan assieme ai giovani attaccanti Rovaglia e Grubac. S’è spinto fino al 2024 invece il Chievo con Pavlev e soprattutto Zuelli, la cui crescita rapidissima e il debutto di Udine col Pordenone l’hanno già consegnato ad un livello più alto. Quello dei prodotti sicuri, già pronti all’uso. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Alessandro De Pietro
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