16 ottobre 2019

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07.09.2019

Chavers abbraccia Verona «Leon e Jaeschke i miei idoli»

Gian Andrea Marchesi, Corey Chavers e Marco Pittaluga al relais Osteria Garden Cà Toresele SERVIZIO FOTOEXPRESSCorey Chavers, martello  di Los Angeles appena arrivato a Verona
Gian Andrea Marchesi, Corey Chavers e Marco Pittaluga al relais Osteria Garden Cà Toresele SERVIZIO FOTOEXPRESSCorey Chavers, martello di Los Angeles appena arrivato a Verona

Calzedonia a trazione a stelle e strisce. La Bluvolley ha presentato ufficialmente, al relais Osteria Garden Cà Toresele, il giovane schiacciatore americano Corey Chavers. Il giovane schiacciatore di 196 centimetri si aggiunge ai connazionali Jennings Franciskovic e Thomas Jaeschke. Arriva in Italia dopo aver militato nel team dell’Università di Santa Barbara, in California. Il martello di Los Angeles, classe 1997, è alla sua prima esperienza nel nostro campionato e ha raggiunto i suoi nuovi compagni di squadra solo ora perché è stato impegnato con la nazionale Usa al Norceca (il torneo della confederazione del nord, centro America e Caraibi). Nuova avventura e una realtà completamente diversa per te, prime impressioni? Per ora è tutto bellissimo, mi piace la città e il team mi ha fatto un’ottima impressione. Sono arrivato da poco, mi sono appena sistemato e mi devo un po’ ambientare ma quello che ho visto finora mi piace un sacco. Un grande differenza dal campionato universitario alla Superlega, cosa ti aspetti da questa esperienza? Mi aspetto di incontrare squadre fortissime e solide, nel torneo universitario puoi trovare una squadra forte, ma non qui dove lo sono tutti i team e bisognerà lottare in ogni partita. Ci sono giocatori che ammiri e ai quali ti ispiri? Mi piacciono molto giocatori come Leon e Jaeschke, un punto di riferimento. Jaeschke lo conosci ? È un po’ più grande di me, ero appena arrivato al college che lui giocava già in un team importante. In squadra tre giocatori americani, un aiuto in più per te. Sì, per me è molto utile sapere che posso affidarmi a loro per qualsiasi problema e che mi potranno aiutare ad ambientarmi a Verona e con i comapgni. Oltre che, ovviamente, poter parlare inglese. Ma dovrai imparare l’italiano. Certo, ce la metterò tutta. Stoytchev punta molto sulla tua crescita come schiacciatore. Sono onorato di questo. Mi ricorda molto il mio coach di Santa Barbara e sono abituato ad avere allenatori bravi ed esigenti. So che potrò imparare moltissimo da lui. I tuoi obiettivi? Ne ho molti, innanzitutto di farmi valere a questo livello e di crescere molto. Cosa ci puoi dire di te, della tua famiglia? Vengo da Los Angeles, ho un fratello di 28 anni chee gioca a basket in Messico. A Natale credo che la mia famiglia verrà a trovarmi. Un po’ di nostalgia? Un pochino, ma ce la farò. Una fidanzata? No, niente fidanzate. •

Marzio Perbellini
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