22 settembre 2019

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01.07.2019

Bluvolley festeggia il ritorno di Bagnoli

Bruno Bagnoli, qui quando allenava a Sora
Bruno Bagnoli, qui quando allenava a Sora

È un gran ritorno: Bruno Bagnoli torna a casa, alla Bluvolley. Sarà il direttore tecnico del settore giovanile. Dopo sei anni, il coach che ha fatto la storia della pallavolo scaligera rivestirà di nuovo la maglia gialloblù. A Verona allenò 9 anni conquistando due promozioni nella massima serie prima con la Mia Cucine e poi con la Marmi Lanza, con la quale vinse anche una Coppa Italia di A2 nella stagione 2003/2004 al termine di una cavalcata trionfale terminata con la promozione in A senza mai perdere una gara. Il suo ultimo campionato sulla panchina della Marmi Lanza nel campionato 2012/13, dopodiché arrivò Andrea Giani e la squadra cambiò main sponsor diventando Calzedonia e iniziando un nuovo ciclo. Ora Bagnoli è tornato, nel frattempo ha allenato a Siena e a Sora e adesso è pronto a rimettersi in gioco là dove tutto cominciò 26 anni fa. Ed è veramente entusiasta. Sarà operativo già oggi per iniziare a realizzare con Paolo Fasoli, il responsabile del settore giovanile, la nuova struttura organizzativa dove coltivare giovani talenti da fare crescere e lanciare, nel tempo, in prima squadra. Qual è l’idea di partenza? Con Fasoli vogliamo creare le condizioni affinché, se ci saranno dei giovani di qualità sul territorio, possano, tramite l’under 15, l’under 16 o l’under 18, trovare terreno fertile per arrivare al top, quantomeno nelle posizioni di rincalzo. Per questo motivo gli allenatori dovranno parlare la stessa lingua in maniera tale che se ci sarà qualche giocatore di interesse nazionale potrà sviluppare il suo potenziale nel miglior modo possibile. Si tratta di organizzare una struttura simile a quella della prima squadra con regole ben precise: forte identità societaria, attitudine dei ragazzi all’allenamento e al miglioramento. E linee tecnico-tattiche simili e compatibili con quelle di Calzedonia. Non squadre diverse una dall’altra e allenate da coach non coordinati, ma una organizzazione unica dove tutti seguono la stessa strategia e lo stesso percorso affinché un ragazzo trovi continuità tra under 14, 16 e 18. E come si realizzerà questa struttura? Bisognerà formare tutti gli allenatori, tutti i dirigenti e tutte le famiglie a seguire delle regole ben precise che aiutino i ragazzi a sviluppare le loro caratteristiche. Le famiglie? Sì, anche le famiglie in questo processo hanno un ruolo importante e bisognerà fare in modo che si fidino del percorso che proporrà la società sostenendoci nelle nostre scelte. Il tuo ruolo nello specifico come si concretizzerà? Nella direzione tecnica. Dovrò occuparmi della realizzazione di questa struttura e della formazione degli allenatori. Dovremo valutare tutta una serie di coach inclini a lavorare in team affinché applichino le stesse metodologie e non ci siano differenze tra le diverse categorie, tenendo però bene a mente i diversi approcci da utilizzare a seconda dell’età dei ragazzi. Vogliamo che si sviluppi all’interno del settore giovanile una forte identità societaria e un’unità d’intenti. Dovremo fare gruppo tra tutti gli allenatori e tra tutti i dirigenti. Il settore giovanile che squadre comprende? La squadra di punta sarà l’under 18 con alcuni fuori quota che farà il campionato di serie B. Poi un paio di under 16 e un paio di under 14. Dovremo cercare di avere una base larga per poi, piano, piano, arrivare a fare una selezione man mano che si salirà di categoria. Quindi niente femminile, solo maschile. Sì, stiamo parlando solo del settore maschile. L’allenatore della serie B è già stato scelto? Tanti allenatori sono già stati contattati da Fasoli, adesso vaglieremo i curricula, parleremo con loro e verificare la loro disponibilità a lavorare in equipe. Dopodiché decideremo. Ci sono elementi interessanti nel settore giovanile veronese? Sì, alcuni elementi ci sono. Ora la prima squadra affidata a Stoytchev non ha giovani provenienti dal settore giovanile e l’obiettivo, nel giro di qualche anno, è di portare alcuni di questi ragazzi fino alla Superlega. I modelli vincenti da seguire sono stati quelli di Cuneo, di Treviso e poi di Trento. E così trattenere qui eventuali promesse. Uno come Lanza è andato a Trento. Se ci sarà un giocatore come lui dovremo farlo crescere qui. Bisognerà in futuro trattenere talenti così. A Verona dovrà esserci qualità e formare gli allenatori per ottenere il massimo dai ragazzi che hanno a disposizione. E soprattutto per diventare campioni questi ragazzi dovranno poter giocare. Adesso si stenta a rischiare, si tende a cercare il giocatore fatto e finito perché manca un po’ di coraggio a lavorarci e a lanciarli al massimo livello. Questo è un po’ un limite e vedremo se riusciremo a superarlo o meno. Stoytchev ha la fama di essere uno scopritore di giovani, lavorerai a stretto contatto con lui? Rado darà delle direttive tecnico-tattiche che intende portare avanti in prima squadra e il settore giovanile cercherà di lavorare per quanto possibile nella stessa direzione. Io e lui ci dovremo confrontare in modo tale che i ragazzi in uscita dal settore giovanile siano adeguati dal punto di vista tecnico-tattico al lavoro che lui proporrà. Questo è un progetto che non può durare un anno, ha senso solo nel lungo periodo. Questo è il momento di partire, ora si cambia marcia. L’intenzione della società è di sviluppare il progetto nel corso degli anni. •

Marzio Perbellini
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Serie A

CLASSIFICHE
RISULTATI
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12
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Cagliari
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6
Torino
6
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6
Milan
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Roma
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Sassuolo
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3
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1
Sampdoria
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2-1
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Sampdoria - Torino
Sassuolo - Spal
Udinese - Brescia
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