09 aprile 2020

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01.02.2020

Anzani, da Verona all’Olimpo «Il sogno è andare a Tokyo»

Simone Anzani, con la maglia della Lube Civitanova, esulta dopo un puntoSimone Anzani con la fidanzata Carolina Fanni e il  micino Bruce
Simone Anzani, con la maglia della Lube Civitanova, esulta dopo un puntoSimone Anzani con la fidanzata Carolina Fanni e il micino Bruce

Quattro stagioni con la maglia di Calzedonia e poi ha spiccato il volo. Simone Anzani oggi è uno dei centrali più forti della Superlega, punto di riferimento della capolista Lube (prossima avversaria di Verona) e colonna portante della nazionale. Finito il campionato 2016-17, a Verona sembrava essere diventato di troppo, anche perché la Bluvolley temporeggiava sul rinnovo. Per lui arrivò, inaspettata, la proposta di Perugia e Super Simo con i Block Devils conquistò subito un incredibile triplete. Poi una stagione tra alti e bassi a Modena con Julio Velasco e quindi l’approdo a Civitanova, dove quest’anno si augura di fare incetta di trofei. Intanto domenica c’è la sfida con la sua ex squadra. Sulla carta non c’è storia. Purtroppo nel campionato italiano non c’è nulla di scontato e bisogna sempre stare con le antenne dritte. Ogni partita è a sé. Guarda cosa ha fatto Calzedonia a Modena. Dobbiamo imporre il nostro gioco fin dall’inizio con le nostre armi migliori, che sono battuta e attacco. Da quando sei andato via da Verona la tua carriera ha avuto un accelerata incredibile. Quando ho deciso di andare via da Verona l’ho fatto per capire fino a dove sarei potuto arrivare. Volevo capire se potevo ritagliarmi uno spazio nel mondo dei grandi. Non voglio dire che è stata un azzardo, ma una scelta professionale che è stata ripagata. L’anno a Perugia è stato pazzesco; poi ho dovuto fare determinate scelte che mi hanno portato a Modena. Dove all’inizio è andata molto bene, mentre poi ci sono stati alcuni problemi. Adesso eccomi qui alla Lube, dove mi trovo da dio. È un ambiente molto professionale, ho dei compagni super, dei grandissimi campioni che ti stimolano sempre. In questi anni è stato un crescendo continuo, ho arricchito il mio bagaglio tecnico e soprattutto sono migliorato a livello personale, come uomo. Il legame con Verona è rimasto però, qui hai trovato l’amore. Sì a Verona ho trovato l’amore e posso anche dire di essere un veronese adottato a tutti gli effetti visto che a gennaio ho comprato casa in città e sposterò pure la residenza lì. Tornassi indietro sceglieresti ancora Modena? Con il senno di poi è tutto facile. Ma nella vita bisogna fare delle scelte. A volte si azzeccano, come quando andai a Perugia. O quest’anno a Civitanova. Altre volte meno. Ma ogni scelta è un’esperienza che alla fine aiuta a crescere. Bisogna anche imparare a soffrire. Serve anche quello. Tra le big italiane ora ti manca solo Trento. Nel futuro chissà. Ma io ora sono davvero contento di essere a Civitanova. Non vedo il motivo di cambiare. Quando ho lasciato Perugia c’era una situazione contrattuale un po’ diversa. Ora sono molto felice e spero di vincere ancora tanto con la maglia della Lube. L’ultima vittoria di Verona contro la Lube risale al 3 gennaio 2015, quella volta Anzani, che giocava in gialloblù, fece 7 muri e fu premiato Mvp. Me lo ricordo. Con Calzedonia siamo riusciti tante volte a dare filo da torcere alle big, sono partite che ti danno sempre tanta adrenalina. A Verona abbiamo fatto delle stagioni pazzesche per quello che potevamo fare. Il rimpianto, dopo avere vinto la Challenge, è ancora quello di avere perso gara cinque in casa nella serie play off contro Perugia. Giocare con un grande palleggiatore rende tutto più facile? Finora ho giocato con i primi tre palleggiatori al mondo, al gruppo si aggiunge pure Giannelli. Ognuno ha le sue caratteristiche tattiche e tecniche ma devo dire che è anche abbastanza semplice integrarsi con loro. A Perugia invece hai legato particolarmente con Atanasijevic, che era stato il grande rivale di Verona. Abitavamo sullo stesso pianerottolo, in campo è uno che può “farti salire il crimine“, come si dice, però è un bravissimo ragazzo. Molto simpatico e molto generoso. Quando gioca ha grande agonismo e magari a non tutti piace. In Champions quali sono le rivali più pericolose per la Lube? Direi che c’è sicuramente Perugia ma non dimentichiamoci di Kazan, squadra che può sempre ambire a risultati importanti. Se con Perugia non ci incrociamo prima potrebbe anche esserci una finale tutta italiana, sarebbe stupendo. Chissà. Capitolo nazionale: dalla delusione di essere stato escluso a Rio 2016 al posto sicuro per Tokyo 2020. Sicuro... di sicuro non c’è nulla, di sicuro so solo che nel 2016 sono rimasto male e per diverse ragioni. Ma bisogna accettare le scelte dell’allenatore. Adesso ho riconquistato l’Olimpiade. Come nel 2015 ero nella squadra che si è guadagnata le qualificazioni. Vedremo. Intanto do anima e corpo per la Lube, poi se arriverà la chiamata in azzurro sarà bellissimo. Farò di tutto per fare parte del gruppo che andrà a Tokyo. Per me è un sogno e un obiettivo. •

Marzio Perbellini
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