23 settembre 2019

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29.08.2019

Greta sbarca a New York e attacca Trump: «Non ascolta la scienza»

«Tutti mi chiedono sempre di Donald Trump. Io dico "ascolta la scienza2 e lui ovviamente non lo fa»: parte all’attacco Greta Thunberg, la sedicenne attivista svedese icona della lotta contro i cambiamenti climatici, accolta come una star da centinaia di persone al suo arrivo a New York dopo 15 giorni di traversata atlantica a bordo dello yacht Malizia II, messo a disposizione da Pierre Casiraghi, figlio della principessa Carolina di Monaco. Un mezzo scelto perché non inquina (è dotato di pannelli solari e due idrogeneratori elettrici), a differenza dell’aereo, che produce emissioni di anidride carbonica.

 

«Terra! Vedo le luci di Long Island e New York City», ha twittato la giovane ambientalista all’alba, poche ore prima di annunciare il traguardo dello sbarco. Greta è arrivata negli Usa per partecipare il 23 settembre ad un summit sul clima organizzato dall’Onu, che  le ha dato il benvenuto nei pressi del ponte Giovanni da Verrazzano a Brooklyn con una piccola flotta di 17 barche a vela, una per ciascun obiettivo dello sviluppo sostenibile. Prima di prendere parte all’appuntamento Onu, avrà una serie di incontri ma il suo programma non è ancora stato reso noto.

 

 

L’attivista già prevede però di andare in Canada, Messico e Cile per un’altra conferenza delle Nazioni Unite in dicembre. Il suo arrivo coincide con le polemiche sugli incendi boschivi in Amazzonia e con l’ordine di Trump al ministro dell’agricoltura di revocare le restrizioni stabilite 20 anni fa per la foresta nazionale Tongass in Alaska, la più grande foresta pluviale temperata intatta del mondo, che rischia ora diventare terreno di disboscamento, attività mineraria e progetti energetici. «È orribile, la guerra contro la natura deve finire», dice in una conferenza stampa commentando i roghi in Brasile.

 

Greta è diventata un simbolo della battaglia contro il climate change dopo che all’inizio dello scorso anno scolastico decise di scioperare ogni venerdì presidiando il parlamento svedese per sensibilizzare i deputati sull’emergenza climatica. La sua iniziativa, rilanciata rapidamente dai media e dai social, ha ispirato migliaia di giovani in tutto il mondo portando alla nascita del movimento «Fridays for future». Il suo viaggio transatlantico di 5550 chilometri, insieme al padre, è iniziato dal porto di Plymouth, nel sud dell’Inghilterra, il 14 agosto. Nei giorni scorsi le condizioni meteo avevano costretto Malizia II a rallentare ma oggi il veliero di 18 metri è finalmente arrivato a destinazione.

 

Non senza controversie, soprattutto dopo che un portavoce del co-skipper dello yacht, il tedesco Boris Herrmann, ha riferito al quotidiano berlinese Taz che diverse persone voleranno a New York per riportare l’imbarcazione in Europa. Lo stesso Herrmann tornerà in aereo, mentre Greta non sa ancora come rientrerà. Qualche critica anche sui social. «Un promemoria amichevole: non hai bisogno di trascorrere due settimane in barca per fare la tua parte sull’emergenza climatica. Basta che tu faccia tutto quello che puoi, con chiunque tu possa, per cambiare tutto il possibile. Se lo facessimo tutti, sarebbe sufficiente», le ha twittato il meteorologo-ambientalista Eric Holthaus.

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