23 gennaio 2020

Spettacoli

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03.11.2019

L’inquietudine firmata da King

Il golden boy del fantastico incontra il vecchio maestro del brivido. Castle Rock nasce così: produttori esecutivi J.J. Abrams e Stephen King. Il creatore di Lost, del rilancio cinematografico di Star Trek, dei nuovi Star Wars. E il re dell’horror, 500 milioni di libri venduti. Ci si poteva legittimamente aspettare che ne uscisse una serie di genere. E invece, quella sfornata da Hulu è qualcosa di radicalmente diverso, senza un punto di riferimento preciso: una riflessione, a tratti commovente e persino poetica, sull’origine dell’inquietudine nelle nostre vite. Distribuito in Italia da Apple TV, la nuova piattaforma che debutta tra molte attese proprio in questi giorni, lo show mette al centro l’immaginaria città di Castle Rock, topos della narrativa di King. E il fan coglierà moltissimi riferimenti al suo universo letterario: dal racconto “Il corpo” (più noto per la sua versione filmica Stand By Me) a Shining (uno dei personaggi è la nipote di Jack Torrance), da Cujo a Cose Preziose, da The Shawshank Redemption (il film Le ali della libertà, in italiano) a IT (e non solo per la presenza dello stesso attore, il disturbante e talentuoso Bill Skarsgård che qui è Il Ragazzo e che nel recente remake di IT era Pennywise il Clown). Ma troverà di che soddisfarsi anche chi non abbia passione per le pagine di King,e non abbia mai letto un suo libro, che forniscono un’ispirazione generale e non già una storia precisa. E da cosa deriva, dunque, l’inquietudine? Certo dalla materia horror. Certo dall’influenza perniciosa di una cittadina segnata da efferatezze e fattacci. Certo dal nebbioso passato del protagonista, avvocato che torna nei luoghi della sua infanzia ed è costretto a riesumare angosce, ricordi e corpi sepolti. Ma soprattutto dalla messa in scena - che esplode lancinante nella settima bellissima puntata della prima stagione, in cui splende la grande Sissy Spacek - di uno dei grandi tabù del nostro tempo: la malattia mentale, il declino di una personalità amata, la malinconia che lo segna, l’ombra che tutto avvolge.

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