18 agosto 2019

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08.07.2019

Kay in lotta contro il buio e la solitudine

¬ Era stato annunciato con grande enfasi nel 2016 direttamente dal vice presidente esecutivo dell’Electronic Arts, Patrick Söderlund, insieme al team di sviluppo Jo-Mei e pochi giorni fa Sea of Solitude è finalmente uscito per Pc, Xbox e PS4. L’attesa e le aspettative per questo gioco diametralmente controcorrente al mainstream, rappresentano una significativa svolta per EA e per l’intera industria videoludica, il gioco infatti è di base indie, ovvero creato da non professionisti appassionati di elettronica. Electronic Arts è tra le più grandi case di produzione e distribuzione di tutto il mondo e il fatto che si sia così sbilanciata per un gioco indie significa che la qualità di Sea of Solitude è tanta e il coinvolgimento emotivo è molto forte. In Sea of Solitude si dovranno ripercorrere le vicende della giovane Kay che combatte in ogni istante contro l’ombra gigantesca che la divora dall’interno, la solitudine. Attraverso una grafica innovativa e soprattutto veramente molto ispirata e carica di particolari dettagli, il giocatore vivrà una vera e propria esperienza all’interno di questo delicato mondo di gioco composto di luci e ombre. I colori, campionati da pantoni rgb, rappresentano le interazioni con la realtà di Kay, e dunque dello spettatore, mentre le ombre, sempre più scure fino ad arrivare al buio assoluto, saranno indice della gigantesca desolazione insaziabile che attanaglia la protagonista e non solo. L’intero gameplay, che prospetta oltre 20 ore di sessione, è un lunghissimo viaggio negli oceani alla ricerca della verità e gli incontri con altri esseri senzienti saranno spunti di profonde riflessioni. I moti di marea che si sperimenteranno durante il pellegrinaggio, saranno la perfetta metafora dei sentimenti nutriti da Kay e ne rifletteranno lo stato d'animo per far capire come interagire con mostri e creature fantastiche in un mondo ricco di enigmi ambientali. Le sfide che il gioco propone sono infatti tantissime e di diverse difficoltà, bisognerà usare la logica e la fisica per determinati trabocchetti, mentre puro istinto da gamer la farà da padrone per altre sfide. Nell’incredibile viaggio all’interno dell’anima di un mondo onirico, gli incontri con le temibili creature o con dei fantastici esseri misteriosi, si scoprirà l’ombra scura che ognuno di essi cova dentro di sé, arrivando così a far comprendere quanta desolazione e solitudine l’essere umano si porta dentro. Sea of Solitude è un mondo metaforico di un’umanità andata oltre il limite del sociale, i media e quindi oltre il ciclo naturale di interazioni, un mondo dove la posta in gioco non è più la sola sopravvivenza ma qualcosa di più profondo. In una dichiarazione di qualche mese fa, Cornelia Geppert, Ceo di Jo-Mei, ha spiegato che la più grande sfida del suo team era riuscire a trasmettere emozioni vere e proprie attraverso la caratterizzazione dei personaggi e, a pochi giorni dal lancio, sembrerebbe aver centrato in pieno l’obiettivo. Sea of Solitude è un single player unico nel suo genere, nelle prossime settimane non mancheranno le occasioni di sentirne parlare, e probabilmente rappresenta inoltre una pietra miliare all’interno dei big dei videogiochi. Il gioco è molto consigliato agli amanti di avventure, a tutti coloro i quali aspettano da tanto tempo una storia corposa e complessa, degna di un bel romanzo di avventura.

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