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17.12.2019

E Boni racconta Ambrosoli «Lezione di vita e coraggio»

Una scena de «La prova del coraggio» con Alessio Boni
Una scena de «La prova del coraggio» con Alessio Boni

ROMA «All’inizio non me la sentivo di interpretare Giorgio Ambrosoli, non sono neanche un’unghia di quest’uomo... Ma quando sono entrato nella sua vita... non sono più riuscito ad uscirne. Era un uomo che faceva il suo lavoro che, per la sua etica ha continuato ad andare avanti consapevole dei rischi che correva. È un esempio spaventoso per noi adulti e per le nuove generazioni. Ambrosoli mi ha dato una lezione irripetibile». Così Alessio Boni, che a quarant’anni dall’assassinio dell’eroe borghese (come lo aveva ribattezzato Corrado Stajano), interpreta il protagonista nella docu-fiction «Giorgio Ambrosoli - Il Prezzo del coraggio», prodotta da Stand by me in collaborazione con Rai Fiction e in onda domani in prima serata su Rai1. La proiezione in anteprima a Roma nella Sede della Banca D’Italia preceduta dal saluto del governatore Ignazio Visco, del Presidente della Rai Marcello Foa e dell’AD Fabrizio Salini. Per raccontare alle nuove generazioni la storia esemplare di un uomo comune ed eroico al tempo stesso, che amava la sua famiglia e il suo lavoro e che credeva nel significato della responsabilità e della legalità. «Oggi - ha detto Visco - viviamo in un clima difficile, la situazione economica non è favorevole e i sentimenti di odio che ne derivano possono portare i nostri giovani a pensare che non vi sia più spazio per la competenza, per l’integrità morale e per il senso del dovere». Nel cast oltre a Boni nei panni dell’avvocato, Dajana Roncione (la vedova Annalori Ambrosoli), Claudio Castrogiovanni (Silvio Novembre), Fabrizio Ferracane (Michele Sindona). Una narrazione mixata tra fiction e racconto documentaristico. Il racconto si concentra sugli anni cruciali della vicenda, dall’ottobre del 1974 fino all’uccisione l’11 luglio 1979, periodo in cui Ambrosoli fu commissario liquidatore della Banca Privata Italiana di Michele Sindona. Il punto di vista è quello del maresciallo della Guardia di Finanza Silvio Novembre che fu suo collaboratore nei cinque anni del suo incarico. •

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