23 luglio 2019

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09.01.2019

Derrick, quarant’anni fa l’esordio sulla tv italiana

L’ispettore Derrick
L’ispettore Derrick

L’11 gennaio di 40 anni fa compariva per la prima volta nelle case degli italiani, sul secondo canale della Rai, «L’Ispettore Derrick», l’investigatore alto e gentile di Monaco di Baviera, protagonista di una serie televisiva tedesca, che si poneva come alternativa alle fiction poliziesche statunitensi e che sarebbe diventata un cult e un appuntamento fisso per il pubblico italiano. In patria era già un successo dal 1973 e negli anni, oltre che sulla Rai, sarebbe approdata sulle televisioni di 110 paesi. La prima puntata, chiamata «Il supercolpo», non fu per la verità accolta troppo bene dai commentatori italiani. «È un prodotto veramente modesto», decretò Ugo Buzzolan, il re dei critici televisivi, sulla Stampa, il 12 gennaio 1979. Ed anche Umberto Eco, sull’Espresso, osservò: «A lume di buon senso non ci sono ragioni per cui Derrick dovrebbe piacere». E invece piacque, eccome, al pubblico italiano che si affezionò a quel poliziotto cinquantenne serio e comprensivo. Ma sul suo interprete, Horst Tappert, morto nel 2008, il sociologo tedesco Jorg Becker scoprì che aveva fatto parte, quando aveva 20 anni, delle Waffen SS, l’anima più nera del nazismo, la forza armata del Terzo Reich. La serie televisiva fu subito bloccata in Germania,

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