23 settembre 2019

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15.01.2019

D’Urso si gode la sua Giò «Dedicata a tutte le donne»

Barbara D' Urso in una foto di scena della «Dottoressa Giò»
Barbara D' Urso in una foto di scena della «Dottoressa Giò»

MILANO La dottoressa Giò è tornata nel suo ospedale ancora più decisa e combattiva e ringrazia il pubblico che ha seguito il suo debutto nella nuova stagione della serie, in onda la prima volta oltre 20 anni fa. Ottimo esordio lo considera Canale 5, per la fiction con protagonista Barbara D’Urso, da lunedì in prima serata per quattro puntate: oltre 3.047.000 spettatori, il 12,64% di share, con una media del 19.6% tra le 15-19 enni e del 19% di share tra le donne comprese tra i 25 e i 34 anni. Sul fronte social l’hashtag #DottoressaGio ha dominato la classifica degli argomenti più discussi di Twitter in Italia. Proprio attraverso i social Barbara, che lunedì ha visto la prima puntata insieme al cast e a numerosi ospiti in una festa organizzata a Milano, ha ringraziato il pubblico «per il grande affetto» con cui in tanti si sono sintonizzati su Canale 5 «nonostante la partita!!». «Sono stata molto in ansia in queste settimane per come andrà questa volta - ha ammesso la conduttrice di punta della rete Mediaset - Sono anni che volevo tornare ad indossare i panni della dottoressa Giò, non perdevo occasione per dirlo ai dirigenti Mediaset, ho praticamente stalkerizzato Pier Silvio Berlusconi, che alla fine mi ha detto sì per stanchezza, aggiungendo però «è tutto sotto la tua responsabilità». Per girare la serie, Barbara, 62 anni a maggio, ha praticamente rinunciato alle ferie e ai suoi momenti liberi (a lei sono affidati «Pomeriggio 5» e «Domenica Live») e ha seguito tutta la produzione scegliendo anche la sigla, «Quello che le donne non dicono», un successo di Fiorella Mannoia del 1987. «È la mia canzone preferita perchè ritengo descriva perfettamente come sono le donne - ha spiegato Barbara - A loro, e in primis a mia madre che non c’è più, voglio dedicare questa mia serie, dove affronto temi come la violenza sulle donne, fisica e psicologica, spero tanto di aiutare quelle che subiscono queste situazioni ad uscirne fuori». «Ma la dedico anche agli uomini con il messaggio che imparino come si ama davvero una donna, soprattutto attraverso il rispetto», ha aggiunto. «E al di là degli ascolti - ha spiegato - c’è un obiettivo che spero di aver raggiunto: quello di essere credibile». Barbara aveva indossato la prima volta il camice verde della ginecologa Giorgia Basile nel novembre del 1995 quando la rete Mediaset trasmise il film tv «La dottoressa Giò - una mano da stringere», trasformato poi in una serie di due stagioni, nel 1997 e nel 1998. •

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