20 agosto 2019

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16.06.2019

Arriva «Il commissario Ricciardi» L’ultima sfida per Lino Guanciale

Lino Guanciale sarà il protagonista della nuova fiction «Il commissario Ricciardi»
Lino Guanciale sarà il protagonista della nuova fiction «Il commissario Ricciardi»

Siamo nel 1932. Luigi Alfredo Ricciardi ha trent’anni ed è commissario della Mobile di Napoli. Catturare gli assassini è la sua vocazione e ma anche ossessione: si porta dentro un terribile segreto, una maledizione ereditata dalla madre. Vede il fantasma delle persone morte in modo violento. La madre, consapevole del carico di dolore che dovrà sopportare, lo ha avvertito prima di morire: «Non commettere il mio stesso errore, non avere figli, altrimenti li condannerai come ho io ho fatto con te». Sono iniziate il 23 maggio le riprese de «Il commissario Ricciardi», la nuova serie targata Rai Fiction tratta dai romanzi di successo di Maurizio De Giovanni, pubblicati da Einaudi. La fiction, scritta dallo stesso giallista napoletano con gli sceneggiatori Salvatore Basile, Viola Rispoli e Doriana Leondeff, è diretta da Alessandro D’Alatri e vede come protagonista nei panni del commissario uno degli attori più richiesti e amati dal pubblico televisivo, Lino Guanciale (tra i successi tv l’«Allieva» 1 e 2 con Alessandra Mastronardi e «Non dirlo al mio capo» con Vanessa Incontrada, oltre alla «Porta Rossa» con Gabriella Pession, ma anche tanto cinema e moltissimo teatro, la sua grande passione). «Interpretare il commissario Ricciardi è un onore e una grande responsabilità. È un set con un grande regista e attori di livello straordinario e la cosa che sin dall’inizio risulta evidente a tutti noi che siamo qui è il grande investimento in termini di qualità che si sta facendo. Sia a Taranto ora - così come poi a Napoli - stiamo tutti cercando di rendere al meglio possibile lo spirito e la complessità dell’architettura costruita da Maurizio De Giovanni attorno a questi personaggi tutti ricchissimi», spiega Guanciale, «l’impegno è tanto e tutti quanti stiamo lavorando perchè il risultato sia degno». Un ringraziamento particolare a Rai Fiction e a Clemart», va avanti D’Alatri, «che hanno reso possibile la trasposizione dei romanzi di De Giovanni in una realtà filmica così veritiera, ricca e puntuale. Come si può invitare una donna a condividere la vita con un uomo tormentato dai fantasmi dei morti, che gli sussurrano per giorni e giorni il loro ultimo pensiero? Per questo Ricciardi si dedica in modo totalizzante al suo lavoro, indagando sui casi più spinosi e complicati. Gli manca la maggior parte degli strumenti usati oggi per risolvere i delitti, ma è dotato di straordinarie doti intuitive, di un’ossessiva tenacia ed è come guidato dalle ultime parole delle vittime, che sembrano sollecitarlo a cercare giustizia. Ricciardi è circondato da un’aura di mistero, che allontana i suoi colleghi: sia il diretto superiore, Garzo, e sia i subordinati. Uniche eccezioni, il brigadiere Maione e il medico legale Modo, suoi stretti collaboratori: di loro si fida e li considera suoi amici. La sua solitudine, che divide con l’anziana tata Rosa, è scalfita dall’incontro con due donne, diverse ma ugualmente affascinanti. Una, Enrica, incarna la quieta normalità degli affetti familiari cui Ricciardi aspira; l’altra, Livia, rappresenta la sensualità e la passione, da cui si sente attratto. Quale delle due riuscirà alla fine a fare breccia nel cuore del commissario? Nel cast anche Serena Iansiti (Livia), Maria Vera Ratti (Enrica), Antonio Milo (Maione), Enrico Ianniello (il dottor Bruno Modo) e Peppe Servillo (Don Pierino). •

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