24 febbraio 2020

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04.12.2019

Anna Foglietta è Nilde Iotti «Un modello per il futuro»

Anna Foglietta alla presentazione di «Storia di Nilde»
Anna Foglietta alla presentazione di «Storia di Nilde»

ROMA «Dobbiamo tantissimo a Nilde Iotti. Dovremmo onorarla di più. Oggi se fosse ancora viva in Parlamento farebbe tantissimo si batterebbe come una leonessa per evitare le ingiustizie. Io ci credo tanto, prima come persona e poi come artista». A vent’anni dalla scomparsa di Nilde Iotti (4 dicembre 1999) e a 40 dalla sua nomina a presidente della Camera, Anna Foglietta è la protagonista di «Storia di Nilde», la docufiction in onda su Rai 1 domani in prima serata, prodotta da Gloria Giorgianni per Anele in collaborazione con Rai Fiction e diretta da Emanuele Imbucci. Ma come si è avvicinata a questa figura storica e straordinaria Anna Foglietta? «Parliamoci chiaro non le somiglio affatto - risponde nel corso della presentazione a Viale Mazzini - e sarebbe stato controproducente farne una imitazione, dopo che hai avuto la fortuna di vederti assegnare il ruolo che sogni da una vita. Ho cercato è vero di restituire la movenza delle mani, quando parlava sembrava che se suonasse il piano, sempre misurata; era quasi un solfeggio, era come se cercasse, talvolta, le parole l’ispirazione, per aria. La voce era pacata ma chiara diretta. Insomma ho provato, studiando i suoi discorsi, i materiali video, gli scritti, di coglierne l’essenza». Foglietta ha definito il progetto più che una sfida una missione «l’idea di riportare in vita, attraverso Nilde, una classe politica degna di stima e rispetto la cui competenza, a differenza di oggi, non era messa in dubbio. Abbiamo bisogno di modelli così». Poi aggiunge «un politico può anche essere una rockstar, ma oggi abbiamo bisogno di qualcuno che risvegli in noi la passione». Il direttore di Rai fiction Eleonora Andreatta fa notare: «Nilde Iotti è la storia che ha un’ importanza per il presente e che serve per costruire il futuro. Tiene insieme la capacità del servizio pubblico di guardare al passato e il fatto di essere una storia di emancipazione femminile. Marco dell’Omo è autore del soggetto, con Salvatore de Mola, Giorgianni e lo stesso Imbucci». •

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