16 novembre 2019

Spettacoli

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14.10.2019

Tra pentole fumanti
Akroama cucina
il dramma di Julie

Al Teatro Laboratorio con sede all'ex Arsenale succedono sempre cose teatrali particolari come nel caso della messa in scena del dramma «La signorina Julie», dello svedese August Strindberg, testo sociale sulla differenziazione fra classi sociali, a cura della compagnia sarda Akroama che nella cucina in cui si svolge la vicenda ha fatto bollire davvero le pentole sul fuoco.

 

Il pasto cucinato per l'attonito pubblico alle cui narici è arrivato, appena entrato in sala, intenso odore di carne da brodo, ha mosso i sensi degli spettatori e il gusto dolciastro si è rivelato inoltre sanguinolento, visto il martirio metaforico di un canarino sul tagliere e il suicidio finale della protagonista che ha una liaison controversa e impossibile con il servitore di casa già intrigato a sua volta con la cuoca.

 

Un lavoro crudo, nonostante Strindberg faccia andare a fuoco continuo personaggi e contenuti di una realtà chiusa di fine Ottocento, nella quale il dito puntato dell'autore fa scandalo toccando argomenti tabù quali il classismo, la ribellione della donna, il sesso, la crudeltà emotiva, l'autodistruzione. Una prova spiazzante diretta dal regista Lelio Lecis con puntigliosità, recitata ad effetto ghiaccio bollente da Julia Pirch, Giovanni Andrea Vinci, Erika Carta.

Michela Pezzani
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