14 luglio 2020

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28.02.2020

Teatro per ragazzi,
per Fondazione Aida
danno da 91mila euro

«Pippi Calzelunghe» di Fondazione Aida
«Pippi Calzelunghe» di Fondazione Aida

A Verona e Vicenza sono 16 le recite annullate negli spazi in gestione, circa 2.600 giovani spettatori non si stanno recando a teatro in questi giorni, più di 30 rappresentazioni disdette su tutto il territorio nazionale, 240 giornate perse per 48 collaboratori del comparto artistico e tecnico, per una perdita totale che si aggira intorno a 91.000 euro. Annullato infatti anche il tour siciliano di «Cipì» in programma dal 1 al 5 marzo e quello sardo di «Pippi Calzelunghe» dal 15 al 18 marzo, oltre che «Favole al telefono» a Reggio Emilia di lunedì scorso.

 

È questo il primo bilancio che Fondazione Aida, ente teatrale riconosciuto da Mibact, Miur e Regione del Veneto, ha registrato in una sola settimana a seguito dell’emergenza sanitaria in corso in materia di Coronavirus. Le disdette agli spettacoli erano infatti già iniziative il 22 febbraio, prima dell’Ordinanza ministeriale. Sono stati riprogrammati tutti gli spettacoli delle rassegne Teatro Scuola e Famiglie a teatro in programma presso il Teatro Stimate di Verona (via C. Montanari). Gli appuntamenti domenicali rimanenti, due in totale, seguiranno il seguente calendario: «Rosso Malpelo» della compagnia di Sassari La Botte e il Cilindro sarà sostituito con «Pippi Calzelunghe», sempre il 15 marzo, mentre «Leo inventa tutto» si terrà il 19 aprile e non il 1 marzo.  Di Teatro scuola sono state riviste nove repliche.

 

«Noi che ci occupiamo di teatro per ragazzi – spiega Meri Malaguti, direttore Fondazione Aida - siamo in seria difficoltà perché colpiti su più fronti: il decreto del Ministero della Salute ha bloccato l’attività culturale e del tempo libero non permettendo di aprire gli spazi fino al 1 marzo, ma c’è anche il decreto del Miur che blocca le uscite didattiche, stante ad oggi fino al 15 marzo, e quindi la possibilità di prendere parte agli spettacoli di Teatro Scuola che rappresentano circa il 65% delle recite totali. Siamo comunque convinti che non ci sia niente di più virale e contagioso della cultura nelle sue diverse forme e declinazioni. Una cultura che è però necessario supportare a maggior ragione in questo delicato momento». 

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