20 giugno 2019

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20.01.2019

«Riccardo Perso» e la pena dei suoi ricordi

Una scena di “Riccardo Perso“ di Ippogrifo produzioni FOTO  BRENZONI
Una scena di “Riccardo Perso“ di Ippogrifo produzioni FOTO BRENZONI

Non era facile umanizzare il cattivo del teatro per antonomasia, Riccardo Terzo. Come non era facile parlare dell’Alzheimer senza cadere nei luoghi comuni. Sul palcoscenico del teatro Alle Stimate, tutto esaurito, la compagnia Ippogrifo Produzioni, con il suo ultimo spettacolo “Riccardo Perso”, è riuscita a raccontare la malattia attraverso una via poetica e metaforica, utilizzando un protagonista fino ad ora noto sulla scena, grazie a Shakespeare, solo nel suo lato crudele e spietato. L’autore e regista Alberto Rizzi gli ha voluto dare una nuova vita, portando sul palco un Riccardo -interpretato da Diego Facciotti- vecchio e malato accudito da Marta, un’infermiera russa, interpretata da Chiara Mascalzoni che, durante lo spettacolo, veste i panni anche di tutte le altre donne della vita del sovrano inglese. Il tiranno morì a 33 anni. Rizzi invece lo fa invecchiare e lo costringe a destreggiarsi con una memoria labile dove ritrova ricordi a volte lieti, altri inquietanti: l’infanzia trascorsa in campagna, lontano dalla madre, segregato in una clinica per curare la sua storpiaggine e la sua salute cagionevole; la gioventù e l’amicizia con Anna, l’amore della sua vita, costretta però dal padre a sposarsi con un altro uomo. Rizzi regala una continua alternanza veloce di cambi scena, tra le memorie del passato e la realtà del presente dove il fu crudele Riccardo, è ora un vecchio bisognoso di costanti cure. L’Alzheimer - parola mai nominata durante i 60 minuti dello spettacolo- fa da collante tra i flashback continui del protagonista. Ma la storia mette soprattutto in luce le difficoltà di chi vive al fianco di un malato di Alzheimer, che spesso annulla la propria vita. Emozionante il monologo dell’infermiera Marta che racconta cosa significhi seguire nella quotidianità chi è affetto da questa patologia, che imprigiona sia chi colpisce ma soprattutto chi se ne prende cura. Perché è una malattia che trafigge quasi più la famiglia che il malato e la compagnia Ippogrifo mette bene in luce gli affetti di chi accudisce. «Ho voluto raccontare questo terribile morbo scegliendo proprio come protagonista lo spietato re della casata di York, il cattivo per eccellenza», commenta a margine dello spettacolo Alberto Rizzi, «perché volevo fosse chiaro che il malato di Alzheimer è tolto a se stesso e non importa se da sano fosse gentile o crudele, buono o cattivo: ora egli è altrove e restano custodi del passato solo quelli che ha vicino». «Riccardo Perso» ha ottenuto il patrocinio della Provincia di Verona e dell’associazione nazionale Alzheimer sezione di Verona. Ippogrifo sarà giovedì 24 gennaio al teatro Astra di San Giovanni Lupatoto con lo spettacolo «L’Iliade» di Alessandro Baricco. •

Serena Marchi
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