17 luglio 2019

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04.06.2019

Oltre i manicomi
Il Teatro Nucleo
rilegge Čechov

La sede di Teatro Nucleo è a Pontelagoscuro in provincia di Ferrara, poco distante il fiume Po, e ne è passata di acqua sotto il ponte di ferro che unisce l'Emilia Romagna al Veneto, regione quest'ultima che ha conosciuto spesso lo storico gruppo fondato negli anni Settanta da Cora Herrendorf e proprio nei giorni scorsi a Verona ha condiviso il credo del gruppo nell'abbattimento dei muri dei manicomi.

Aprire è l'impegno quotidiano che il Teatro Nucleo ha coltivato già da quando la follia era tabù, e porta avanti tuttora, pioniere di libertà nei decenni ancor prima della legge Basaglia che ha aperto i nosocomi nel 1978. Con lo struggente spettacolo Memorie dal reparto n. 6 l'attore Daniele Giuliani ha interpretato con pathos fisico ed emotivo un racconto di Anton Čechov ambientato nei manicomi della Russia zarista con i suoi orrori sepolti.

È stato il Teatro Popolare Paratodos di Borgo Venezia, al colmo di spettatori, ad accogliere il monologo, realistico, commovente e liberatorio. Ne è seguita la proiezioni di un raro filmino in superotto dal titolo L'attore in manicomio che vede il Teatro Nucleo interagire con i ricoverati dell'ospedale psichiatrico di Ferrara nel 1977 ovvero un anno prima dell'apertura delle porte delle controverse strutture.

Il doppio spettacolo ha ricordato dunque l'importanza di illuminati quali lo psichiatra e neurologo Franco Basaglia, riformatore della disciplina psichiatrica e che portò al varo la Riforma 833/1978; quindi il suo collaboratore Antonio Slavich che cambiò i servizi psichiatrici a Ferrara tra il 1971 e il 1978 divenendo direttore del Centro di igiene mentale estense, e poi la stessa Cora Herrendorf attrice e regista in una missione teatrale che attraverso il recupero dei malati ha cambiato il rapporto della società con il disagio mentale. Cora ci insegna infatti ad andare incontro alla diversità per abbracciarla, darle il conforto che non ha avuto e tirare fuori da coloro che sono stati bollati "matti" dignità e risorse.

Michela Pezzani
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