20 aprile 2019

Spettacoli

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03.02.2019

MM Company, fusione di danza e musica

MM Contemporary Dance Company al Ristori FOTO BRENZONI
MM Contemporary Dance Company al Ristori FOTO BRENZONI

È un omaggio alla perfetta fusione di movimento e musica quello che MM Contemporary Dance Company ha presentato al Teatro Ristori, regalando al pubblico in apertura del cartellone della danza un’autentica ventata d’aria fresca. Schubert Frames del coreografo Enrico Morelli e Vivaldi - Umane Passioni di Michele Merola, coreografo e direttore artistico della compagnia, scavano nel complesso universo delle emozioni e delle molte anime dell’uomo contemporaneo, e lo fanno anche grazie alle note di due compositori geniali e travolgenti come Schubert e Vivaldi. La serata ha visto anche un connubio fortunato, e totalmente nuovo per il Teatro Ristori, grazie all’intuizione del Maestro Alberto Martini, che ha portato in scena l’ensemble del teatro insieme al pianista Roberto Paruzzo. «Credo nell’importanza di unire il linguaggio della danza con l’esecuzione della musica dal vivo», sottolinea il maestro, che ha osservato nel pubblico una particolare attenzione e partecipazione emotiva. Un collage di brani celeberrimi ispira dunque le due coreografie che, senza ambizioni descrittive, si nutrono esclusivamente delle suggestioni ispirate dalla musica. I danzatori portano in scena immagini poetiche dove la felicità si alterna alle paure, dove il senso di solitudine dell’essere umano lascia spazio anche alla ricerca ansiosa del contatto e della felicità. L’atmosfera evoca un paesaggio quasi lunare in Schubert Frames grazie alla grande sfera di stoffa al centro del palcoscenico che funge prima da tappeto, per poi gonfiarsi e trasformarsi in una grande goccia, e infine in una sfera sospesa, facendo da sfondo agli assoli, ai passi a due e alle scene corali. In Vivaldi - Umane passioni i concerti per violino La follia, La stravaganza, L’inquietudine, L’estro armonico, Il favorito diventano il linguaggio più adatto a esprimere i sentimenti che scandiscono e accompagnano l’esistenza umana. E Michele Merola si è fatto ispirare, ancora una volta, dal connubio di musica e arte visiva, trasformando nel linguaggio della danza le suggestioni che derivano dalla contemplazione delle opere dell’artista Marc Chagall. «Non lo vediamo sullo sfondo, ma la pittura di Chagall è presente sulla scena», spiega il coreografo. «Capolavori come Sulla città o Il compleanno ci portano in una dimensione senza tempo, dove la forza di gravità sembra non esistere e si è liberi di volare». Ecco perché non serve una trama, e viene lasciato spazio al movimento nel suo senso più puro, affidando ai danzatori l’interpretazione di sentimenti. •

Silvia Allegri
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