11 dicembre 2019

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18.09.2019

«Silent Dante», viaggio sui luoghi del Sommo Poeta

Un momento di «Silent Dante»: gli spettatori intorno alla statua del Sommo Poeta FOTO BRENZONI
Un momento di «Silent Dante»: gli spettatori intorno alla statua del Sommo Poeta FOTO BRENZONI

In cinquanta e in assoluto silenzio, a muoversi in cerchio intorno alla statua di Dante, ad ammirare scorci della città sempre visti, ma forse mai guardati con vera attenzione, ad ascoltare il rumore del fiume con gli occhi chiusi, immaginando di vedere i mulini e le imbarcazioni che un tempo rendevano l’Adige il cuore pulsante della città. Hanno vissuto un’esperienza intensa, condivisa eppure intima, le persone che hanno preso parte, ieri e lunedì sera, a Silent Dante, lo spettacolo itinerante sulle tracce di Dante coprodotto dal Teatro Stabile di Verona e dal Teatro della Toscana - Teatro Nazionale in collaborazione col Centro Scaligero degli Studi Danteschi e con I musei di Verona. «L’idea è nata quando un giorno mi sono fermato a osservare una guida turistica in centro e il suo gruppo, mentre andavano alla scoperta dei tesori della città», spiega Paolo Valerio, che ha curato la regia insieme a Silvia Mercuriali, autrice anche dei testi in collaborazione con Alberto Pavoni. Ed è stato proprio Pavoni il Virgilio delle due serate, che ha condotto i suoi ‘pellegrini’ insieme a Beatrice, interpretata da Letizia Bravi, e con i versi della Divina Commedia, sulle tracce lasciate da Dante a Verona, dove visse tra il 1303 e il 1304 e tra il 1313 e il 1318. Ogni partecipante ha ricevuto in dotazione delle cuffie “whisper-radio” che permettono di sentire le voci recitanti, ma anche suoni e musiche. Una tecnologia che consente di trovare uno spazio di solitudine e introspezione. «Mi vedi? Fidati di me, seguimi»: il viaggio, allora, non poteva che iniziare in un Teatro Nuovo al buio, prima sul palco e poi giù, negli spazi sotterranei, ascoltando i versi del Sommo Poeta mentre si preparava a varcare le soglie dell’Inferno. E poi la risalita, con l’arrivo in piazza delle Poste, a immaginare come potesse essere stato quello scorcio, mentre Dante lo ammirava: «Immagina l’odore del tiglio e la brezza serale che sussurrava pensieri e parole...». E via verso piazza dei Signori, poi alle Arche Scaligere, e ancora affacciati a Ponte Pietra, mentre Beatrice appariva per poi scomparire subito, stimolando in un pubblico attento e coinvolto la curiosità di inseguirla. E una volta raggiunto il Duomo, il viaggio si è concluso nel chiostro della Biblioteca Capitolare a ridosso della chiesa di Sant’Elena: qui, il 20 gennaio 1320, Dante espose a voce la sua celeberrima Quaestio de aqua et terra. Complici la luna piena e il tepore di due serate di fine estate, Silent Dante ha saputo regalare forti emozioni. E dopo l’anteprima veronese si prepara ad andare in scena a Firenze. •

Silvia Allegri
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