26 settembre 2020

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05.02.2018

L’arpa pop di Cecilia Lasagno a Sanremo

L’arpista torinese Cecilia Lasagno suonerà a Sanremo
L’arpista torinese Cecilia Lasagno suonerà a Sanremo

È socia Doc Servizi Cecilia Lasagno, l'arpista che salirà sul palco di Sanremo con Max Gazzè tra il 6 e il 10 febbraio. È il secondo socio della cooperativa, che fra le tante ha una sede anche a Verona, ad arrivare sul palco dell'Ariston, dopo Diodato. «Quando ho ricevuto la proposta», racconta Cecilia, di origine torinese, «non conoscevo personalmente Max Gazzè, ma ne ammiravo l’arte, il talento, la capacità di diversificare la sua produzione musicale mantenendo sempre un livello altissimo. Sono un po’ agitata, non lo nego, ma sarà sicuramente una bellissima avventura». Cecilia ha conosciuto lo strumento che è diventato il suo mestiere giovanissima. «Ho visto l’arpa in tv la prima volta a 5 anni», confida, «e non ho smesso di chiederla ai miei genitori fino a che non hanno dovuto regalarmene una. È uno strumento speciale e ancora inesplorato, nonché l’unico oggetto che non mi annoia mai. Sono molto felice di portarla sul palco della musica leggera per eccellenza. Da anni “uso” il mio strumento per scrivere e accompagnare le mie canzoni, che hanno una matrice pop. Infatti il mio primo disco “Guest” vede nella commistione tra arpa, elettronica e melodie pop folk il valore fondante. E’ uno strumento ricco di colori, di sfumature e amo metterlo a disposizione di qualsiasi genere musicale…ed è bellissimo». Per la musicista torinese Sanremo non è il debutto nella musica leggera. «Ho aperto i concerti di Niccolò Fabi e di altri artisti. Ho vissuto esperienze ottime. Il pubblico di Niccolò (di cui ho aperto tanti concerti nell’estate del 2015) mi ha accolta benissimo e alcuni ancora adesso mi seguono e si interessano alla mia musica. Ho anche partecipato a tanti festival suonando prima di artisti italiani e internazionali diversi tra di loro (Francesco De Gregori, le Coco Rosie, Maria Gadu, Bud Spencer Blues Explosion, Marta sui Tubi, Cristina Donà tra gli altri) e conquistare un pubblico che è lì per qualcun altro è emozionante e sorprendente». Quanto è complicato oggi muoversi con profitto nel mondo musicale? «Dipende da che profitto si cerca», risponde l’arpista, «sicuramente non è facile mantenere una continuità lavorativa sicura e stabile. Ci sono mesi di lavoro continuo e forsennato e mesi di pause che possono essere di difficile gestione. Io posso ritenermi fortunata perché posso diversificare la mia attività musicale grazie allo strumento che ho scelto che mi permette di essere adatta a situazioni molto diverse tra di loro. Inoltre ho la fortuna di essere stata scelta da un management (The Goodness Factory) che mi segue, mi aiuta, mi supporta e sopporta. Avere a disposizione una struttura a cui appoggiarmi è una grande fortuna, non è scontato per un’artista come me, scrivo e canto in inglese e sperimento». • F.Bom.

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