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09.12.2019 Tags: Note e dintorni

L’opera «delizia dei principi»
e il Sant’Ambrogio alla Scala

Tosca di Puccini ha inaugurato la stagione del Teatro alla Scala. Ma la data del 7 dicembre per l’inaugurazione scaligera risale al 1951, con i Vespri Siciliani di Verdi. Quando il direttore di origine altoatesina Victor De Sabata, dal 1929 al 1957 direttore d’orchestra del teatro milanese (poi direttore artistico), decise di spostare la prima a questa data, festa del patrono di Milano, Sant’Ambrogio, affinché in qualsiasi giorno della settimana cadesse, il giorno seguente risultasse festivo. Conviene ricordare che l’opera italiana fu un genere di teatro musicale costruito al tavolino dai teorici umanisti, che andò in scena a Firenze, il 6 ottobre del 1600. Un insolito genere drammatico, dove si canta da cima a fondo, per seguire l’esempio della tragedia classica, in cui essi ritenevano, sbagliando, che fosse sempre presente la musica. L’opera italiana nacque, come scrisse il teorico Marco da Gagliano, come “delizia dei principi”, che lo offrivano alla propria corte come uno dei tanti intrattenimenti, una caccia o un ballo. Come tale era strettamente connesso al calendario liturgico per il quale i divertimenti ufficiali erano banditi nei periodi di Avvento, perché Cristo non era ancora nato, o in Quaresima. Per questo in tutta Italia la stagione operistica si apriva da Carnevale, dal giorno successivo alla nascita di Gesù, per Santo Stefano. Il Teatro dell’opera di Milano (1778), si chiama “alla Scala” perché situato dove sorgeva l’antica chiesa edificata nel 1384 in ricordo di Regina, della signoria dei della Scala di Verona, sposa del signore di Milano, Bernabò Visconti.

Elena Biggi Parodi
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