29 febbraio 2020

Spettacoli

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23.09.2019

Allegro, Andante, Presto
Il movimento è un'emozione

Perché le sonate, i concerti, le sinfonie sono divise in vari movimenti? Allegro, Adagio, Presto... «Che la musica possa indurre dei comportamenti lo sappiamo quando usiamo una marcia militare piuttosto che una marcia funebre o una polka». Scrive così Umberto Eco in «Il codice del mondo», (Bologna 1987). Nella musica d'arte del Sette e Ottocento, ogni composizione è costituita da brani di carattere diverso. Gli andamenti dei movimenti: Allegro, Adagio, Allegro, non svolgono semplicemente la funzione di accostare sezioni di carattere constrastante, veloci e lente, ma di generare un percorso coeso. Consideriamo che quanto accade nella musica realizza un sistema di comunicazione. La comunicazione, come sappiamo, si avvale solo per il 7/100 di ciò che esprimono le parole, il resto è veicolato attraverso fattori ritmici e timbrici. Il musicista ha l'obiettivo di coinvolgere l'uditorio. Per forza si deve occupare di retorica. Secondo Quintiliano, il grande maestro di retorica, ogni atto comunicativo deve assolvere tre funzioni: docere, movere, delectare. Deve informare e poi commuovere (in modo da indurre un processo empatico nel destinatario), divertire, ossia catturarne l'attenzione. Ma la retorica richiede un progetto architettonico generale, finalizzato a ciò che si vuole comunicare. Questo spiega il motivo della posizione del movimento di tempo veloce di norma al termine del brano: ha la funzione di innescare un crescendo di tipo emotivo negli spettatori. Di produrre un entusiasmo al quale, al termine del movimento finale, rispondiamo con l'applauso.

Elena Biggi Parodi
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