13 novembre 2019

Spettacoli

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30.06.2019

Woody Allen suona a Milano In scena jazz, amore, fragilità

Woody Allen al clarinetto
Woody Allen al clarinetto

MILANO Ricordiamoci una cosa: Woody Allen è un regista, non un musicista. Con questa frase ben stampata nella testa e ripetuta come un mantra, il concerto dell’altra sera al teatro Arcimboldi di Milano assume una dimensione diversa, accettabile. Il piccolo genio di New York arriva in città con la «Eddy Davis New Orleans Jazz Band», un gruppo affiatato di vecchi amici canuti che gira il mondo esportando il dixieland, la forma più classica e originale del jazz, che alterna il ritmo veloce e baldanzoso della festa a quello funebre dell’ultimo saluto. Il live di Allen inizia con questo secondo vestito, saluta il pubblico con un malinconico classico dopo essere apparso sul palco con la valigetta nera che contiene il suo clarinetto. Un’ovazione scandisce i piccoli passi che lo conducono al suo posto, sotto gli occhialoni ha lo sguardo impassibile di chi ci crede, le guance morbide incorniciano la tipica espressione rassegnata. Parte in affanno, la voce del suo strumento è flebile e leggermente in ritardo ma il mantra iniziale aiuta gli spettatori a superare il momento. Siede al centro, la gamba sinistra saltella seguendo il ritmo, quando la accavalla spunta il calzino rigato. Accanto ha il vincitore del Grammy Eddy Davis che guida la band stringendo saldamente il suo banjo come fosse il timone di una nave, il gruppo scivola veloce nel repertorio di Louis Armstrong, Johnny Dodds, George Lewis, Jimmie Noone e del gigante Sidney Bechet, il più amato da Allen. Così tanto da aver chiamato una delle figlie adottive Bechet. L’atmosfera è quella del locale creolo della Louisiana ma la dimensione del teatro disperde un po’ del calore. Il pubblico comunque apprezza, applaude agli assoli di Allen, gli perdona le sbavature e gli errori. L’amore e la riconoscenza per i capolavori che ha regalato al mondo supera tutto, compreso il prezzo del biglietto (da 132 a 201 euro) e le esitazioni con lo strumento. Dopo alcuni brani il regista si avvicina ringrazia tutti e invita: «Restate seduti, godetevi la serata, faremo del nostro meglio per intrattenervi». •

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