31 marzo 2020

Spettacoli

Chiudi

12.02.2020

Un jazz pieno di energia con il Donato Dalia Trio

Il Donato Dalia TrioIl raduno hippy organizzato  al CalmiereLa violinista Suyeon Kang e il pianista Nicholas Rimmer FOTO BRENZONI
Il Donato Dalia TrioIl raduno hippy organizzato al CalmiereLa violinista Suyeon Kang e il pianista Nicholas Rimmer FOTO BRENZONI

Il Donato Dalia Trio prende il nome dal suo fondatore Donato Dalia, originario di Cosenza e studente di chitarra jazz al Conservatorio Dall’Abaco, e vede Silvano Martinelli alla batteria e Nicola Monti al contrabbasso, entrambi impegnati in vari progetti musicali della città. «Qui a Verona ho trovato una scena jazz piuttosto stimolante» spiega Donato Dalia, che fra le chitarre predilige un’elettrica dal suono caldo. «Probabilmente c’è di meglio, magari in città come Bologna, Milano, Vicenza… però qui ci sono tanti musicisti molto bravi, con esperienze straordinarie, e qualche locale che sta diventando un vero e proprio punto di ritrovo». Si riferisce, in particolare, al Maratonda che ogni domenica propone jam session di musica jazz – organizzate proprio dal contrabbassista del trio. «Ci si ritrova, si suona, si conoscono musicisti, nascono nuovi progetti… è un bellissimo ambiente» commenta. Il repertorio del Donato Dalia Trio, appunto, si muove nell’universo jazz, fra qualche standard rivisitato, come “Body and Soul” o “Someday My Prince Will Come”, e alcuni brani originali. “Suffering Blue” è uno swing dal ritmo incalzate, in cui ciascuno dei musicisti trova lo spazio per il suo assolo. “Dead Nature” è un walzer più lento che a varie riprese vira verso ritmiche di tradizioni non occidentali. “Highville” è stata scritta «pensando a un villaggio dove la gente è un po’ fuori di testa ed è un brano un po’ più moderno» spiega il chitarrista nonché autore dei brani. «Alcuni brani sono stati registrati, ma vorremmo registrare anche quelli che sto componendo in questo periodo» prosegue Donato Dalia. «Per scrivere prendo spunto da quello che ho sempre ascoltato. A partire dall’album “Kind of Blue” di Miles Davis, che mi ha avvicinato al genere, passando per chitarristi come Pat Metheny, Wes Montgomery, Barney Kessel, fino a pianisti come Bill Evans o trombettisti come Chet Baker». Le date, in ogni caso, proseguono numerose, facilitate dalla formazione molto mobile del trio. Dopo il 30 gennaio alla Segreteria Café in Veronetta, sono già in programma mercoledì 12 al Malacarne e mercoledì 26 all’Osteria Carega. «L’idea sarebbe quella di suonare anche fuori Verona» conclude. «Ho vari amici in altre città – Bologna, Trieste, Ferrara – e sono già in contatto… siamo prontissimi a uscire». •

Giovanna Girardi
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1

Necrologie