22 ottobre 2019

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04.09.2019

Tool, la lunga attesa per «Fear Inoculum»

La copertina del nuovo album dei Tool
La copertina del nuovo album dei Tool

È uscito il 30 agosto “Fear Inoculum” il quinto album in studio dei Tool, la band cult di Maynard James Keenan, Danny Carrey, Justin Chancellor e Adam Jones. L’aspettativa era altissima, anche perché la band non pubblicava un lavoro dal lontanissimo 2006, quando diede alle stampe “10.000 Days”. Per non smentirsi la band darà alle stampe varie versioni del lavoro, così come nella versione digitale ci saranno ben tre pezzi non inclusi nella versione fisica. I fan dei Tool in tutti questi anni non sapevano cosa aspettarsi, non cercavano nulla e facevano una fatica bestiale a comprendere il perché di tutto questo tempo tra un lavoro e un altro. Cinque uscite discografiche dal 1993, significa che la band losangelina se la prende comoda, eccome: praticamente un album ogni 5 anni e mezzo Nel frattempo però, ci sono stati altri progetti collaterali. Uno dei quali è passato l’1 luglio del 2018 nell’ambito di Rock The Castle. Ovviamente in rete qualcosa gira e sette tracce del nuovo lavoro (Fear Inoculum, Pneuma, Invincible, Descending, Culling Voices, Chocolate Chip Trip e 7empest) hanno rivelato, se mai ce ne fosse bisogno, che i Tool sono più vivi che mai. “Fear Inoculum” conferma che i Tool cambiano per rimanere sé stessi. E’ una band che invita a pensare, ma soprattutto "sentire". Non seguono nessuno, loro vivono da "un'altra parte", probabilmente più avanti nel tempo, da qualche parte. Se vi piace è così, altrimenti padroni di andare ad ascoltare altro. E' un labirinto musicale che ci attira con un solo cenno degli strumenti e, dopo 13 anni la voce di Maynard è un coltello affilatissimo che più affilato non si può, e a volte cede ad una dolcezza improvvisa carica di pathos: e ci scava dentro al cuore e allo stesso tempo dentro alla mente. I tamburi di Danny Carrey finalmente hanno il loro giusto trionfo in primo piano a dettare le linee guida del suono, mai scontato e sempre potente e decisivo. Il basso di Justin Chancellor è un fedele compagno che non sbaglia una battuta che sia una, con la chitarra di Adam Jones fa tutto il resto: suoni psichedelici, alternanze metal e scorribande heavy, che lasciano magnificamente sorpresi ad ogni ascolto. La band ha una padronanza tecnica che va oltre la perfezione: questo non vuol dire tecnicismo esasperato come fanno altre band. I Tool “suonano”, come si dice in gergo. I testi di Maynard ci stuzzicano, ci ammaliano, ci rimproverano, ci devastano. •

Luca Sguazzardo
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