16 luglio 2019

Spettacoli

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28.06.2019

Tommy Kuti l’afroitaliano
Ironia contro il razzismo

Ascoltare Tommy Kuti è una rivelazione: un rapper colto (ha studiato a Cambridge), nato povero e cresciuto nel nord Italia, tra Castiglione delle Stiviere e Brescia, genitori nigeriani che sono riusciti a far laureare tre figli; un ragazzo con un’identità in continuo movimento («Ora mi sento cittadino del mondo»). Ha le idee chiare, questo rapper supportato anche da Fabri Fibra. E ha una visione delle cose: «Bisogna cambiare la narrazione di quello che avviene oggi in Italia». Ed è per questo che, per raccontare chi sono e cosa fanno gli «afroitaliani», per uscire dalle fake news e dall’odio propagandato dai social, ha scritto un libro, “Ci rido sopra. Crescere con la pelle nera nell’Italia di Salvini”.

A intervistarlo alla Feltrinelli, in occasione dell’uscita di questo volume, pubblicato da Rizzoli, è stata Jessica Cugini Addis redattrice della rivista Nigrizia. Kuti ha declamato il testo del suo singolo di successo, “Afroitaliano” , ha parlato della sua identità e della ricchezza culturale (e non solo) portata dagli immigrati e dagli italiani di nuova generazione. E ha inquadrato i 4 tipi di razzisti italiani: il buonista, il simpatico («Una cosa proprio italiana»), istituzionale («Quando le leggi ti impediscono di raggiungere certi obiettivi) e consapevoli («I peggiori: per loro io ho deciso che sarò il “negro sbagliato”: in Italia i razzisti consapevoli sono convinti che siccome tu sei nero, non dirai nulla, ma io ho deciso che non resterò zitto. Loro pensano di poter dire qualsiasi cosa, senza che io possa difendermi. Ma io, parlando e senza ricorrere a punizioni fisiche, risponderò a loro. Sarò per loro il “nero sbagliato".

Giulio Brusati
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