18 novembre 2019

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09.10.2019

Solo i Beatles e Battisti in lotta coi rapper italiani

La nuova edizione rimasterizzata di «Abbey Road» dei Beatles tiene testa allo strapotere dei rapperLucio Battisti resiste nella top ten dei dischi più venduti
La nuova edizione rimasterizzata di «Abbey Road» dei Beatles tiene testa allo strapotere dei rapperLucio Battisti resiste nella top ten dei dischi più venduti

Beatles e Lucio Battisti da soli contro tutti i rapper italiani. La top ten dei dischi più venduti della settimana parla chiaro: solo la nuova edizione rimasterizzata di “Abbey Road” dei Fab Four e la nuova raccolta dei “Masters” di Lucio tengono testa allo strapotere del rap nella classifica degli album più venduti di questa settimana. Al vertice restano due rapper come Gemitaiz & Madman con la loro “Scatola Nera”, da due settimane in prima posizione. Scendendo troviamo Night Skinny, produttore hip hop che nel disco “Mattoni” riunisce 26 rapper, da Marracash, Capo Plaza, Ernia, Guè Pequeno e Fabri Fibra fino a Chadia Rodriguez e Achille Lauro. Al terzo posto, i Beatles con “Abbey Road”, cioè il loro ultimo album (“Let it be” venne registrato prima e pubblicato postumo), un disco uscito mezzo secolo fa e rimesso a nuovo dal missaggio. A tallonare John Lennon, Paul McCartney, George Harrison e Ringo Starr sono quelli del collettivo rap Machete con il loro Mixtape 4 che vede un’altra squadra di voci arrabbiate, guidate da Salmo: Lazza, Hell Raton, Tha Supreme & Fabri Fibra, Nitro e soprattutto Massimo Pericolo, il rapper «pericoloso» che occupa anche un altro posto in classifica. Al quinto posto, l’eccezione: il cantautore Ultimo con il suo “Colpa delle favole”; al sesto posto Pericolo con “Scialla semper” (il titolo è lo stesso dell’operazione della polizia che ha portato all’arresto dello stesso rapper con altri accusati di spaccio di stupefacenti). Al settimo e al nono posto c’è Battisti: prima con il volume 2 dei suoi “Masters”, 48 brani restaurati e rimasterizzati, e poi con “Emozioni”. In mezzo, ovvio, un altro rapper come Rocco Hunt che torna sulla scena con “Libertà”. Alla fine della top ten, hip hop dagli Stati Uniti con Post Malone. Dice molto sullo stato attuale della musica pop italiana il fatto che solo Beatles e Battisti, con registrazioni di 25-50 anni fa (il brano più recente è “Tubinga” di Lucio), riescano a infilarsi nella classifica dei dischi venduti. Troppo scarsi gli altri cantanti pop? Poco incisivi i dischi in uscita? Mercato del pop in continua flessione? Sì, tutto questo e molto altro ancora: solo i giovani – che ascoltano rap – comprano ormai i dischi, spinti anche dai «tour instore», il giro dei negozi che i rapper fanno per autografare i cd. Anche la fetta del mercato del download è in mano a loro e ormai solo operazioni mirate come “Masters” e “Abbey Road” (con i suoni tirati a lucido) smuovono gli acquirenti adulti. D’altra parte, i due hanno molto in comune, come ha notato Renzo Arbore: «Lucio fu un vero rivoluzionario per la musica italiana come lo furono i Beatles in Inghilterra. Si ispirava alla musica americana ma ragionava in termini di giri armonici inusuali che nessuno in Italia aveva mai suonato». •

Giulio Brusati
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