03 aprile 2020

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01.02.2020

Riki: «Ero stufo e sono sparito All’Ariston arrivo più maturo»

Riki Marcuzzo
Riki Marcuzzo

ROMA Nel 2017, grazie alla partecipazione ad Amici di Maria De Filippi e alla vittoria nella categoria Canto, è l’artista italiano che vende più dischi in assoluto (310mila copie fisiche con l’ep «Perdo le Parole» e l’album «Mania»). L’anno successivo è un sold out dietro l’altro per il suo primo tour, che comprende anche il Forum di Assago. Si moltiplicano i like sui social (solo su Instagram ha oltre un milione di follower). Successo, fan, popolarità: sembra tutto facile per Riki Marcuzzo. Ma ad un certo punto qualcosa si rompe e lui dice basta. «Non lo nego, mi ero stufato», racconta il 28enne di Segrate. «Al ristorante ero assalito, non potevo andare in giro. Ero assuefatto, non mi stupiva più quello che mi succedeva intorno. Il successo, cui sono comunque grato, mi toglieva ogni energia. E così sono sparito per un po’». Ora, dopo un anno di pausa, è tornato: più maturo, più consapevole (anche del fatto che non sarà più come prima), con un’esperienza oltreoceano in America Latina e le idee chiare. «Non rinnego niente e rifarei tutto, ma non voglio più essere etichettato solo come il belloccio da talent - si sfoga, lui che è laureato in design e nel frattempo ha messo su un’azienda di merchandising per artisti e una di interior design -. Voglio dimostrare di avere un pensiero a 360 gradi. So che non avrò più quel fanatismo di tre anni fa, ma a dirla tutta neanche lo cerco». Per ripartire ha scelto il Festival di Sanremo, dove sarà in gara con la ballad «Lo sappiamo entrambi», che lui stesso ha scritto. «Era la canzone giusta per questo momento, senza facili strizzate d’occhio alla stampa o al pubblico. Ultima spiaggia? Non posso dire di non sentire la pressione, ma quello che sarà, sarà. Non mi interessa il risultato, sono in pace con me stesso - aggiunge -. All’Ariston cercherò di essere quello che sono, consapevole della risonanza che può dare quel palco». Anche commettendo qualche errore, come quando è finito nel mirino per aver spoilerato sui social una parte della cover «L’edera» di Nilla Pizzi, presentata a Sanremo nel 1958. •

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