21 luglio 2019

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19.06.2019

Pfm e Cristiano De André in Arena rivive il tour del 1979

Cristiano De André tra Franz Di Cioccio e Patrick DjivasPatrick Djivas e Franz Di Ciocco
Cristiano De André tra Franz Di Cioccio e Patrick DjivasPatrick Djivas e Franz Di Ciocco

Giulio Brusati MILANO «Noi siamo qui che aspettiamo che cominci». Iniziava così il “Blues di altre date” scritto da Fabrizio De André 40 anni fa per Patrick Djivas, il bassista della Premiata Forneria Marconi. E quattro decadi dopo, siamo ancora qua ad aspettare che cominci, ma stavolta il concerto vede insieme la PFM con l’erede di “Faber”, Cristiano. È l’evento dell’estate rock italiana: il 29 luglio alle 21 all’Arena di Verona. Sarà la celebrazione del tour storico del 1979, realizzata dalla prog band d’Italia più famosa al mondo e dalla voce che ha raccolto l’eredità di De André. «Non si tratta di un’operazione nostalgica», spiega Franz Di Cioccio, voce, batteria e percussioni della PFM. «Come per Cristiano, le canzoni di “Faber” fanno parte della nostra vita, le abbiamo interiorizzate fin dal ’79. Quest’anno, con i concerti di “Anniversary” – una sessantina di date sold out – abbiamo riproposto quegli arrangiamenti e quelle canzoni poi finite in due dischi. E visto che la musica oggi va veloce, non volevamo che le nostre versioni delle canzoni di Fabrizio restassero solo dei ricordi. In Arena sarà una prima volta in assoluto: ci siamo incontrati spesso, con Cristiano, ma non abbiamo mai suonato insieme in un concerto. Che sarà triplo: un set suo, dedicato al disco “Storia di un impiegato”; un set nostro con brani di “Faber” e poi un terzo set insieme, incentrato su canzoni che hanno fatto la storia, come “Il pescatore”, “La canzone di Marinella”, “Amico Fragile”, ma in realtà dobbiamo fare prove insieme per vedere cosa succederà all’Arena». Per Djivas «il canzoniere di Faber è un’autostrada che chiunque, a qualsiasi età, può percorrere. Attraverso i testi delle canzoni risolve molto di quello che succede nella testa di chi lo ascolta. Avevamo voglia, ora, di risuonare quegli arrangiamenti, costruiti come Faber costruiva i suoi testi: ogni parola perfetta, non potevi spostare una virgola. Certo, la perfezione non esiste, ma abbiamo cercato di rendere i brani inamovibili». Per Cristiano «cantare con la PFM è un sogno che si avvera perché 40 anni fa sognavo di stare sul palco al posto di mio padre, con una band fenomenale come questa. Scappavo da scuola per andare a vedere quel tour del ’79, entrato nella storia della musica italiana. E in Arena sarà bellissimo». Di Cioccio conferma tutto: «Cristiano veniva sul palco e toccava le percussioni, tanto che una volta ho detto a suo padre: Senti, devi dire al ragazzo che se continua così, quando incidiamo il disco diventa un casino! E lui l’ha “cazziato”… Con Cristiano lo spettacolo del 29 luglio sarà ancora più emozionante, e sarà come avere Fabrizio lì, insieme a noi. Perché noi PFM siamo un po' gli zii di Cristiano». Il figlio di De André sorride, non cade nelle provocazioni di Di Cioccio ma nemmeno in quelle dei giornalisti: «Dite che a Salvini piacciono le canzoni di mio padre? Secondo me si è fermato a “la la la la la” del Pescatore, senza sapere che il Pescatore di cui parlava è Gesù». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Giulio Brusati
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