13 novembre 2019

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11.07.2019

Oren: «L’Arena nel cuore Ogni anno desidero tornare»

Daniel Oren e il sovrintendente Cecilia Gasdia alla Feltrinelli
Daniel Oren e il sovrintendente Cecilia Gasdia alla Feltrinelli

Sala piena alla libreria Feltrinelli per l’incontro con il direttore d’orchestra israeliano Daniel Oren che, insieme al Sovrintendente della Fondazione Arena Cecilia Gasdia, ha ripercorso la propria carriera e il rapporto con l’anfiteatro veronese in cui il 29 agosto festeggerà le 500 recite. La chiacchierata si è aperta nel ricordo del debutto areniano di Oren, ossia la «Tosca» del 1984 con Shirley Verrett («la vera Tosca») ed Éva Marton («scoperta a Roma») nei panni di Floria, mentre in quelli di Mario c’era Giacomo Aragall («un autentico Cavaradossi: le donne cadevano ai suoi piedi in due secondi»). «A livello orchestrale amo molto giocare con i colori» ha ricordato il direttore, «ma quando nel 1984 ho iniziato a fare le prime prove al Filarmonico, mi è stato detto che era inutile perché in Arena non si sarebbero sentite certe finezze. Allora ho cercato il giusto compromesso che mi permettesse di gestire gli spazi enormi dell’anfiteatro e, al tempo stesso, di mantenere il tipo di lavoro a cui ero abituato». La collaborazione più bella? «Quella con Franco Zeffirelli che all’inizio in Arena non ci voleva venire, salvo poi scoprire che l’Arena era perfetta per lui». Dopo una dichiarazione d’amore all’Italia e alla passione che contraddistingue i suoi musicisti, Oren ha raccontato vari aneddoti della propria vita, dalla mamma che aveva pregato Dio per avere un figlio musicista agli studi privati di canto, violoncello e direzione d’orchestra in Israele, dall’esibizione davanti al leggendario Leonard Bernstein (che a 13 anni lo scelse come voce solista nei «Chichester Psalms») alla vittoria, appena ventenne, del Concorso Internazionale Herbert von Karajan a Berlino nel 1975. «Da lì è partito tutto» ha spiegato Oren. «Sono stato chiamato a dirigere a Trieste e poi a Roma per la mia prima opera: «Manon Lescaut» con Raina Kabaivanska. Non sapevo una parola di italiano, ma ho studiato il libretto». Dopo la stagione estiva, lo attende la Scala ma Oren ha assicurato che rimarrà fedele all’Arena, dove tornerà ogni anno «finché mi chiameranno». •

Angela Bosetto
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